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Giappone e USA iniziano le esercitazioni militari congiunte

    di  .  Scritto  il  6 Novembre 2012  alle  7:00.

Hanno avuto inizio ieri le esercitazioni militari congiunte tra forze armate giapponesi e statunitensi, presso le isole di Okinawa, sotto cui ricade l’amministrazione dell’arcipelago delle isole Senkaku (o Diaoyu per i cinesi), fonte di un forte disaccordo diplomatico tra Tokyo e Pechino. Queste esercitazioni regolari, che termineranno il 16 novembre, nei piani iniziali dovevano anche includere un atterraggio di aerei militari su una delle isole di Okinawa, poi cancellato per non aumentare la tensione con la Cina.

La missione ha l’obiettivo di rafforzare la difesa dell’arcipelago meridionale di Okinawa, al quale, secondo Tokyo, appartengono anche le disabitate isole Senkaku che, con una superficie di appena sette chilometri quadri, si trovano nel Mar Cinese orientale, tra Taiwan, Giappone e Cina.

Per le esercitazioni congiunte, il Giappone ha mobilitato circa 37.000 soldati e cinque navi da guerra, mentre gli Stati Uniti 10.000 soldati e una portaerei. Alle operazioni parteciperà anche l’unità di terra delle forze giapponesi di Auto Difesa, specializzata nella difesa delle isole, secondo la televisione di stato NHK.

L’arcipelago di Okinawa ospita circa il 75% dei 48.000 soldati che compongono il contingente statunitense che, dalla fine della seconda guerra mondiale, conta diverse basi militari in Giappone.

Dal picco di tensioni raggiunto in settembre, Pechino mantiene nella zona circostante le Senkaku/Diaoyu navi pattuglia che periodicamente oltrepassano quella che Tokyo considera la sua giurisdizione. Le autorità nipponiche continuano a denunciare l’ “intrusione” cinese nel loro territorio.

Washington ha aderito alle manovre, incurante dell’esplicito avvertimento cinese, di qualche settimane fa, di ritirarsi dall’affare, atteggiamento di cui, alla conclusione del XVIII Congresso del Partito comunista cinese (Pcc), dovrà rendere conto a Pechino.

La scelta di effettuare le esercitazioni senza ammettere la presenza dei media, tradisce tuttavia un certo nervosismo da parte di Tokyo, che dà pubblicità alla cosa soltanto attraverso le dichiarazioni ufficiali. Non è chiaro se ciò sia dovuto a ragioni diplomatiche o militari, ma è significativo che questo dispiegamento di forze segua le massicce esercitazioni cinesi condotte a metà ottobre nel Mar Cinese Orientale, che hanno visto l’impiego di undici navi e quattro aerei da guerra.

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