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America Latina: più classe media, meno poveri

    di  .  Scritto  il  15 Novembre 2012  alle  7:00.

Dopo tre decenni di stagnazione, in America Latina la classe media è aumentata del 50% mentre i poveri sono notevolmente diminuiti. Lo rivela la Banca Mondiale nel suo rapporto su America Latina e Caraibi, presentato questa settimana a Washington, secondo il quale, tuttavia, “la diseguaglianza economica continua ad essere inaccettabile”.

La straordinaria mobilità economica e la crescita della classe media negli ultimi dieci anni sono dovute alla coincidenza di due fattori. In primo luogo, si è registrata una crescita economica più sostenuta che, nonostante la crisi globale del 2008 e 2009, ha raggiunto una media del 2,2% pro capite per la regione. In secondo luogo, si è avuta una riduzione “senza precedenti” della diseguaglianza economica nella maggior parte dei paesi che ha fatto sì che la popolazione della classe media passasse da 100 milioni a 150 milioni.

Per “classe media”, la BM intende il reddito pro capite giornaliero tra 10 e 50 dollari, sulla base dei limiti di povertà estrema, tra 1 e 1.25 al giorno. I poveri in America Latina sono quelli che a malapena raggiungono quotidianamente tra 4 e 4.5 dollari, ma esiste una classe “intermedia” che oscilla tra questo limite e i 10 dollari, i cosiddetti “vulnerabili”. Negli ultimi dieci anni, si legge nel rapporto, il 40% della popolazione latinoamericana ha sperimentato una mobilità sociale verso l’alto, “valicando i confini di classe, dalla povertà alla classe vulnerabile e da questa alla classe media”.

Sebbene l’aumento delle esportazioni di materie prime abbia contribuito a questo passaggio, la BM sottolinea che la mobilità ha toccato quella popolazione “con maggiore educazione secondaria e terziaria nelle zone urbane”. Si evidenzia, inoltre, come “motore di mobilità economica e sociale”, la partecipazione femminile nella forza lavoro; è diminuita notevolmente la fecondità, che ha permesso alle donne di entrare nel mondo del lavoro e generare maggiore reddito.

Un modesto benessere che si riflette in “un maggior consumo di beni durevoli e nella possibilità di dedicare più tempo agli studi”. La classe media è aumentata nella maggior parte dei paesi della regione, e soprattutto in Cile, Brasile, Venezuela e Paraguay.

Allo stesso modo, la BM guarda con preoccupazione a paesi come Haiti – per i noti problemi di governance e le devastazioni dei disastri naturali – così come alcuni in Centro America, in particolare Guatemala e Nicaragua, che non hanno registrato miglioramenti alle voci mobilità e reddito.

La disparità continua ad essere un problema molto grave, “con livelli inaccettabili di diseguaglianza in redditi e opportunità”. Ne soffrono soprattutto i bambini, soggetti ad una “trasmissione intergenerazionale” di questa condizione. Esiste infatti una forte correlazione tra lo status socioeconomico dei padri e le prospettive dei figli, tanto nell’educazione quanto nel lavoro.

In generale, le prospettive per America Latina e Caraibi sono positive, soprattutto se si tiene conto che i paesi più industrializzati riportano una caduta nelle condizioni di vita della classe media e una riduzione del suo numero.

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