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Sudafrica: si stabilizza Hiv, “la prevenzione comincia a dare i primi frutti”

    di  .  Scritto  il  12 Dicembre 2012  alle  7:00.

Il tasso di diffusione del Virus dell’immunodeficienza umana (Viu/Hiv), responsabile dell’Aids, in Sudafrica si è stabilizzato negli ultimi sei anni: lo si apprende dagli ultimi dati ufficiali diffusi dal governo di Pretoria, secondo i quali alla stabilità della diffusione tra le donne incinta si aggiunge un calo tra le nuove infezioni, segno, secondo il governo, che gli sforzi di prevenzione stanno cominciando a dare i frutti sperati.

Secondo il 2011 National Antenatal Sentinel HIV Prevalence Survey, diffuso ieri dal ministro della Sanità Aaron Motsoaledi, il 29,5% delle donne incinta che si sono recate in strutture sanitarie pubbliche lo scorso anno erano positive all’Hiv.

I nuovi dati fissano a 5,6 milioni i sudafricani che nel 2011 convivevano con l’HIV.

Se il dato di 29,5% è rimasto sostanzialmente costante negli ultimi sei anni – nel 2007 era al 29,4% – il tasso di nuove infezioni nel paese (relativo prevalentemente a giovani tra i 15 e i 19 anni) continua a scendere e nel 2011 è stato fissato al 12,7%, rispetto al 14% del 2010.

Anche il tasso di diffusione nella fascia d’età 15-24 anni è calato, passando dal 21,8% del 2010 al 20,5% del 2011.

Il tasso di diffusione dell’HIV resta alto, invece, tra le donne con un’età compresa tra i 30 e i 34 anni,, passando dal 41,5% del 2009 al 42,2% del 2011.

Per le donne tra i 35 e i 39 anni d’età, poi, si è passati dal 35,4% del 2009 al 39,4% del 2011.

Nello spiegare i dati in controtendenza delle donne di maggiore età, il ministro ha precisato che gli individui in questi gruppi d’età erano stati infettati negli anni scorsi e, grazie ai farmaci antiretrovirali e una vita più lunga, si stanno ora spostando nei gruppi di età superiore.

“La buona notizia è che siamo riusciti a rompere la tendenza nel gruppo di giovani tra i 15 e i 19 anni, questo vuol dire che la prevenzione comincia a funzionare” ha detto  Motsoaledi.

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