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Bahrain: smantellata “cellula terroristica”, e Manama accusa Teheran

    di  .  Scritto  il  18 Febbraio 2013  alle  7:00.

Il Bahrain ha smantellato una “cellula terroristica” legata a Iran, Iraq e Libano, ha annunciato ieri il ministro dell’Interno Sheikh Rashid bin Abdullah al-Khalifa, in un momento in cui l’opposizione sta intensificando le sue proteste.

“Con l’aiuto di un paese fratello (presumibilmente l’Arabia Saudita), i servizi di sicurezza hanno arrestato i membri di una cellula terroristica composta da otto elementi del Bahrain (…) Gli otto si sono spostati tra Iran, Iraq e Libano dove hanno ricevuto un addestramento nell’uso di armi ed esplosivi nonché aiuti finanziari (…) Dettagli sul caso saranno resi noti non appena l’indagine sarà completata”, ha detto il ministro, citato dall’agenzia di stampa ufficiale Bna.bahrainproteste2

Il governo accusa l’opposizione (a maggioranza sciita) di agire per conto dell’Iran (sciita) intenzionato ad espandere la propria influenza nella regione. Teheran respinge l’accusa. Gli stessi sciiti del Bahrain accusano la monarchia al potere di voler spostare l’attenzione sulle dinamiche settarie piuttosto che ammettere le proprie responsabilità in violazioni di diritti umani e nella mancata realizzazione di un processo di riforma in senso democratico.

Sheikh Rashid ha inoltre denunciato la “escalation di violenza” nel regno governato dalla dinastia sunnita al-Khalifa. Lo scorso giovedì, durante una manifestazione organizzata dall’opposizione in occasione del secondo anniversario della sollevazione del 2011, sono rimasti uccisi un giovane manifestante e un poliziotto. Sono stati numerosi gli arresti tra gli attivisti.

Nonostante gli ultimi disordini, governo e opposizione proseguono i colloqui di riconciliazione nazionale, ripresi il 10 gennaio.

I colloqui erano stati sospesi nel luglio del 2011, quando l’opposizione, guidata dal partito al-Wefaq, aveva abbandonato il tavolo delle trattative sostenendo di non ricevere un “equo trattamento”.

Le due principali richieste dettate dall’opposizione per il prosieguo dei colloqui sono l’esclusione da questi dei membri della famiglia reale e la sottoposizione a referendum dei risultati del negoziato.

Dei 24 partecipanti ai colloqui, otto sono dell’opposizione, otto del governo e altri otto dell’assemblea nazionale del Bahrain.

Intanto il governo ha promesso l’attuazione di alcune riforme nel sistema giudiziario e della sicurezza, maggiori poteri al parlamento eletto e la creazione di una commissione d’inchiesta indipendente per i morti durante le manifestazioni del 2011 -35 per il governo, almeno 80 per l’opposizione -; ma l’opposizione parla di “pure apparenze”, misure che permettono alla famiglia regnante di “ancorarsi”ulteriormente al potere.

Le organizzazioni per i diritti umani, nazionali ed estere, sostengono che Manama ha adottato severe misure per reprimere la manifestazioni dell’opposizione, che dal 14 febbraio del 2011 reclama la fine del regime monarchico di Hamad bin Isa bin Salman al-Khalifa e, in alcuni casi, la trasformazione del paese in una repubblica.

Nel marzo del 2011, truppe dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti (Eau) erano entrate nel paese a sostegno del governo di Manama e su sua richiesta.

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Un commento a Bahrain: smantellata “cellula terroristica”, e Manama accusa Teheran

  1. Riccardo Rispondi

    18 Febbraio 2013 alle 18:15

    aiutatemi a capire
    –in Siria i rivoltosi sono combattenti contro la dittatura–
    –in Bahrain i rivoltosi contro la dittatura, sono terroristi
    se mi viene spiegato il metro di misura ve ne sono grato
    Riccardo

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