Socialize

Ungheria: demolita la Costituzione del 1989, per la piazza e il mondo un passo indietro della democrazia

    di  .  Scritto  il  13 Marzo 2013  alle  7:00.

Il parlamento ungherese ha approvato gli emendamenti alla Costituzione proposti dal partito di centro-destra Fidesz, del Primo ministro Viktor Orban, con una larga maggioranza: 265 voti a favore, 11 contrari e 33 astenuti. I socialisti, principale partito di opposizione, hanno abbandonato l’aula in segno di protesta prima del voto perché le loro richieste di rinviare la seduta non sono state prese in considerazione. Gli emendamenti tendono a minare le libertà civili e i poteri della Corte Costituzionale, motivo per cui sono stati ampiamente criticati dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti e dagli stessi ungheresi, che dallo scorso fine settimana manifestano senza sosta in piazza e davanti al parlamento.ungheriaorban

La prima modifica riguarda la Corte Costituzionale, che di fatto viene esautorata dei poteri: non potrà più pronunciarsi sulle modifiche apportate in parlamento alla Costituzione, comprese quelle di questi giorni, e tutte le sentenze emesse prima dell’1 gennaio 2012 verranno annullate, anche se gli effetti prodotti restano immutabili. Per quanto riguarda i diritti civili, passa la norma che criminalizza i senzatetto: non potranno più dormire nei luoghi pubblici e le autorità potranno multare o arrestare chi viola le regole. Gli studenti: per dieci anni dopo la laurea tutti quelli che hanno beneficiato di borse di studio non potranno allontanarsi dal paese per lavorare, a meno che non restituiscano i soldi allo stato. La campagna elettorale nazionale e quella per il Parlamento europeo dovrà svolgersi in condizioni di par condicio solo sui canali pubblici. L’unica famiglia riconosciuta è quella fondata sul matrimonio. La libertà di espressione potrà essere limitata in nome della difesa e della dignità nazionale. Divieti anche in materia religiosa, dove vengono riconosciute solo alcune confessioni. Il partito comunista e chi vi appartenne diventa un’ “organizzazione criminale”. Dall’Europa all’America il richiamo alla democrazia e al rispetto dello stato di diritto per Orban è stato corale.

I costituzionalisti dell’Università Europea Centrale di Budapest, contattati da Atlas, hanno preferito non commentare, “almeno non questa settimana”, scrive l’ufficio stampa Colleen Sharkey. Al New York Times, invece, Peter Hacke, professore di diritto costituzionale all’Università Elte, spiega che il punto più pericoloso di queste modifiche è quello che elimina il controllo di costituzionalità delle leggi. Il Presidente della Repubblica Janos Ader, lunedì in visita di stato a Berlino, ha preferito non commentare, ma dalle pagine del quotidiano Nepszabadsag, l’ex Presidente della Repubblica Laszlo Solyom gli ha chiesto di non firmare quegli emendamenti “in nome della costituzionalità”.

Da quando Orban è stato eletto nel 2010, gli articoli della Costituzione del 1989 sono stati quasi completamenti riscritti. “Era un nostro obiettivo”, diceva un po’ di tempo al Washington Post: “Quella Costituzione fu scritta dopo la caduta del Muro di Berlino e aveva carattere transitorio”. E la vicenda ungherese, oggi, inchioda al muro l’Unione Europea che fa i conti con la mancanza di coesione politica interna: presa dalla crisi dell’euro, infatti, l’Unione ha strumenti ancora deboli per affrontare i paesi che si allontanano dalle norme comunitarie, evidenzia il New York Times.

→  Stampa articolo (o crea PDF)
→  Condividi o invia per e-mail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *