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Guatemala: al via il processo contro l’ex dittatore Ríos Montt, accusato di genocidio

    di  .  Scritto  il  19 Marzo 2013  alle  6:58.

Inizia oggi il processo contro l’ex dittatore guatemalteco Efraín Ríos Montt, accusato di genocidio.guatemala-rios-montt

Ríos Montt, 86 anni, sarà giudicato per l’esecuzione di 1.771 indigeni Maya Ixil nel dipartimento settentrionale di Quiché durante il suo mandato (1982-1983), il più sanguinoso delle guerra civile di 36 anni (1960-1996) che ha lasciato 200.000 morti o dispersi, secondo l’Onu.

Un anno fa gli era stata rifiutata la richiesta di amnistia prevista da un decreto del 1986 dell’ex presidente Óscar Humberto Mejía Víctores (1983-1986) per quanti avevano combattuto durante la guerra civile. Il decreto interessa “tutte le persone colpevoli di reati politici e comuni relativi al periodo tra il 23 marzo del 1983 e il 14 gennaio 1986”.

Il genocidio è un crimine internazionale e la Ley Nacional de Reconciliación (del 1997) non concede questo privilegio. La legislazione del paese centroamericano prevede tra i 30 e i 50 anni di carcere per il crimine di genocidio e tra i 20 e i 30 per crimini contro l’umanità.

Al processo, che durerà diversi mesi, testimonieranno 130 persone e saranno raccolti i pareri di un centinaio di esperti. Sarà accusato per genocidio anche il generale in pensione José Rodríguez, esponente della leadership militare di allora.

Vi è tuttavia una remota possibilità che il processo possa subire dei ritardi, riferisce la stampa locale, per la decisione dei giudici di non accettare gli esperti presentati dagli avvocati difensori che pertanto hanno richiesto il rinvio del giudizio.

Secondo le prove presentate dall’accusa, le forze armate, su ordine dell’alto comando militare, hanno realizzato almeno 11 stragi nelle quali sono morti 1.171 indigeni, e migliaia di stupri perpetrati su donne minorenni. “Senza gli ordini di Ríos Montt non si sarebbe potuto verificare l’atto di genocidio”, ha affermato il pubblico magistrato che ha raccolto circa 900 elementi di prove, inclusi testimoni, rapporti forensi, video, diconsi, piani militari, decreti e leggi.

L’attuale presidente del Guatemala, Otto Pérez Molina, un generale in pensione più volte accusato di violazioni dei diritti umani, nega che durante il lungo conflitto interno ci siano stati casi di genocidio.

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