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La Cina scalza gli inglesi ed entra fra i primi cinque esportatori mondiali di armi, è la prima volta

    di  .  Scritto  il  19 Marzo 2013  alle  7:00.

Vola l’export delle armi dalla Cina, che per la prima volta dalla fine della Guerra Fredda entra nella classifica dei primi cinque maggiori esportatori internazionali d’armi dell’Istituto di Ricerche sulla Pace di Stoccolma (Sipri). Entra la Cina ed esce la Gran Bretagna, invece, assente per la prima volta dal 1950, cioè da quando Sipri ha iniziato a elaborare i dati.
cinaarmi

I cinque maggiori fornitori di armi nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012 sono stati gli Stati Uniti (30%), la Russia (26%), la Germania (7%), la Francia (6%) e la Cina (5%). “L’ascesa della Cina è stata guidata principalmente dall’acquisizione su larga scala delle armi dal Pakistan”, ha detto Paul Holtom, direttore del programma “Arms Transfers” del Sipri, ma non mancano altri stati importanti tra i beneficiari. Tra i maggiori importatori d’armi, infatti, figurano l’India (12%), la Cina stessa (6%), il Pakistan (5%), la Corea del Sud (5%) e Singapore (4%).

In generale aumenta il flusso d’armi verso l’Asia e l’Africa, mentre diminuisce quello verso l’Europa e il Medio Oriente. Nel periodo 2008-2012, scelto come riferimento per i ricercatori del Sipri, Asia e Oceania hanno beneficiato del 47% delle importazioni globali delle principali armi convenzionali, provenienti principalmente dagli Stati Uniti. Sono calate invece del 20% le consegne verso l’Europa.

Nel 2012 l’Italia e i Paesi Bassi hanno ridotto gli ordini di F-35, mentre la Bulgaria, la Croazia e la Romania hanno rinunciato agli aerei da combattimento di nuova produzione per comprarne altri più economici e di seconda mano. Molti Stati europei, costretti dalla crisi, dalla fine della guerra in Iraq e dall’imminente uscita dall’Afghanistan, stanno cercando di esportare i propri aerei da combattimento di nuova acquisizione perché non possono più permetterseli.

Il Portogallo, per esempio, cerca acquirenti per la nuova flotta di F-16 mentre la Spagna cerca di vendere i propri Eurofighter Typhoon. Se gli Stati Uniti riforniscono prevalentemente l’Asia e l’Oceania, la Russia guarda alla Siria, dove ha esportato il 71%  di armi e munizioni sempre nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012. Il rapporto è consultabile sul sito: www.sipri.org

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