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Tecnologica e transnazionale: ecco l’identikit della nuova criminalità organizzata

    di  .  Scritto  il  21 Marzo 2013  alle  7:00.

Interconnessi e sempre più sofisticati: è il nuovo identikit dei gruppi di criminalità organizzata delineato nell’ultimo rapporto dell’Unione Europea, “Serious and Organized Crime Threat Assessment”, (https://www.europol.europa.eu/sites/default/files/publications/europol_socta_2013_report.pdf ). Il dossier denuncia la presenza di 3600 gruppi criminali che “lavorano” in Europa, dedicandosi ai settori tradizionali: commercio internazionale, infrastrutture, comunicazione. Dove per comunicazione si intende la telefonia mobile e il vasto mondo di Internet, grazie al quale la criminalità si è globalizzata, ha dismesso i panni nazionali e si è trasformata in una vera e propria organizzazione internazionale che recluta gente da ogni dove.interpol

Tuttavia se è vero che le radici sono fondamentali anche in tempo di globalizzazione, in campo criminale lo sono ancora di più: l’eterogeneità etnica, infatti, viene preferita a livello operativo mentre la leadership di solito viene condivisa tra persone provenienti dalla stessa etnia o dalla stessa famiglia o che almeno parlino la stessa lingua. La crisi economica in questi anni è stata la gallina dalle uova d’oro per i trafficanti, che hanno fatto affari principalmente nella contraffazione di prodotti di lusso e di beni di uso quotidiano, aiutati in questo dalla libera circolazione prevista in ambito UE. Anche se il più fruttuoso resta sempre il traffico di droga: eroina e cocaina.

La libera circolazione prevede poi un codice di comportamento  che impone la spartizione delle rotte tra i gruppi. I trafficanti di eroina, per esempio, per non entrare in conflitto con i turchi, seguono le rotte dal Sudafrica, dal Pakistan o dagli Emirati Arabi Uniti e smerciano in Europa senza difficoltà. La tratta degli esseri umani trova nella libera circolazione della zona Shengen uno spazio di manovra che non genera conflitti né  pone problemi, mentre la nuova frontiera delle produzioni criminali sono le droghe sintetiche, lavorate in Asia e Africa e ampiamente richieste in Europa.

Ma i gruppi criminali non sono degli agenti esterni agli stati, scrive Socta, perché la gran parte delle volte si insinuano nella pubblica amministrazione dei paesi europei grazie a funzionari corrotti. La corruzione ha tanti volti: nepotismo, conflitto di interessi, collusione. In tutti questi casi lede la pubblica concorrenza ed erode il sistema legale. Nonostante i paesi dell’UE abbiano indici di corruzione bassi rispetto a tante altre realtà internazionali, nessuno è esente dal problema.

La corruzione è associata allo smaltimento illecito dei rifiuti, al traffico di animali in via di estinzione, al riciclaggio nel settore immobiliare, all’immigrazione clandestina, al traffico d’armi, alla contraffazione dei documenti. Consente di ottenere informazioni, di spianare la strada alle attività illegali, di ottenere appalti pubblici senza gara o viziando le gare, di superare le frontiere aggirando i controlli. Cooperazione e interconnessione significa che i gruppi criminali possono imparare gli uni dagli altri, massimizzando efficienza e profitto e per sconfiggerli è necessario che le forze dell’ordine imparino a essere più “dinamiche, flessibili e reattive”, conclude il rapporto.

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