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Guatemala: comunità internazionale unita per la ripresa del processo contro Ríos Montt

    di  .  Scritto  il  30 Aprile 2013  alle  7:00.

Le Nazioni Unite hanno richiesto la ripresa del processo in Guatemala contro l’ex dittatore José Efraín Ríos Montt e il suo capo dell’intelligence, il generale José Rodríguez, accusati di genocidio e crimini contro l’umanità.guatemala-rios-montt

Il processo è stato sospeso lo scorso 19 aprile per un conflitto di competenze tra tribunali.

“Esorto le autorità giudiziarie del Guatemala a proseguire con il giudizio e concludere il caso”, ha dichiarato ieri il consigliere speciale Onu per la Prevenzione del Genocidio, il senegalese Adama Dieng.

Dieng, riportano i media locali, ha invitato le autorità giudiziarie del paese centroamericano ad “agire con responsabilità e prevenire qualsiasi tentativo di ingerenza, ostruzione alla giustizia o manipolazione della legge, che pregiudicherebbe la credibilità del sistema giudiziario”. Il funzionario ha ricordato che questo processo rappresenta un “precedente storico”.

“Gli Stati Uniti appoggiano processi giudiziari credibili, indipendenti, trasparenti e imparziali, incluso il caso del Guatemala (…) Esortiamo il governo del Guatemala ad assicurarsi che questo caso venga condotto in conformità agli obblighi legali locali e internazionali del Guatemala (…) e in questa direzione va il nostro impegno”, ha dichiarato ieri il portavoce del Dipartimento di Stato Patrick Ventrell.

Anche sette premi Nobel per la Pace hanno fatto pressioni affinché si rispetti il processo contro Ríos Montt. In un comunicato congiunto, Rigoberta Menchú, Mairead Maguire, Jody Williams, Shirin Ebadi, Leymah Gbowee, Desmond Tutu e José Ramos-Horta hanno insistito sulla necessità di un processo “legittimo, indipendente e trasparente”.

Ríos Montt, 86 anni, sarà giudicato per l’esecuzione di 1.771 indigeni Maya Ixil nel dipartimento settentrionale di Quiché durante il suo mandato (1982-1983), il più sanguinoso delle guerra civile di 36 anni (1960-1996) che ha lasciato 200.000 morti o dispersi, secondo l’Onu.

Un anno fa a Ríos Montt era stata rifiutata la richiesta di amnistia prevista da un decreto del 1986 dell’ex presidente Óscar Humberto Mejía Víctores (1983-1986) per quanti avevano combattuto durante la guerra civile. Il decreto interessa “tutte le persone colpevoli di reati politici e comuni relativi al periodo tra il 23 marzo del 1983 e il 14 gennaio 1986”.

Il genocidio è un crimine internazionale e la Ley Nacional de Reconciliación (del 1997) non concede questo privilegio. La legislazione del paese prevede tra i 30 e i 50 anni di carcere per il crimine di genocidio e tra i 20 e i 30 per crimini contro l’umanità.

L’attuale presidente del Guatemala, Otto Pérez Molina, un generale in pensione più volte accusato di violazioni dei diritti umani, nega che durante il lungo conflitto interno ci siano stati casi di genocidio.

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