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Tunisia: governo inasprisce sue posizioni contro salafiti

    di  .  Scritto  il  20 Maggio 2013  alle  10:02.

Il primo ministro tunisino ha definito “terrorista” il gruppo salafita Ansar al-Sharia, responsabile degli scontri di ieri a Tunisi. “Ansar al-Sharia è un’organizzazione illegale che vuole sfidare l’autorità dello Stato”, ha detto Ali Larayedh alla televisione, a margine di un viaggio in Qatar.
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Nelle proteste di domenica sono rimasti feriti quindici poliziotti, di cui tre in modo grave, altri tre manifestanti sono stati colpiti in modo blando, mentre uno è morto, riferiscono fonti del ministero dell’Interno. A Kairouan, invece, si parla di circa 70 arresti.

In seguito al divieto governativo di organizzare il proprio incontro annuale a Kairouan, Ansar al-Sharia ha invitato i suoi sostenitori a radunarsi a Ettadhamen City, la roccaforte salafita a 15 chilometri da Tunisi. Lì sono iniziati gli scontri con la polizia intorno alle dodici di domenica e sono proseguiti nella vicina Intilaka, dove centinaia di manifestanti armati di pietre, coltelli e bombe molotov hanno risposto al tentativo della polizia di disperderli con gas lacrimogeni. Nella serata di domenica si è verificato ancora qualche scontro, ma senza incidenti rilevanti.

Ennahda aveva vietato il congresso di Ansar al-Sharia ritenendolo una minaccia alla sicurezza nazionale, dopo che 16 poliziotti tunisini rimasero feriti nell’attacco di un gruppo qaidista al confine con l’Algeria a fine aprile.  La posizione del governo nei confronti dei salafiti si è indurita dopo che il leader del gruppo estremista, Abu Iyadh, un veterano di al-Qaida in Afghanistan, aveva minacciato il governo con una “guerra” la settimana scorsa, accusandolo di condurre una politica anti-islamica. Viceversa, dalla società civile Ennahda è stato a lungo accusato di lassismo nei confronti dei “barbuti”, disapprovazione che ha toccato l’acme con l’uccisione a febbraio di Chokri Belaid.

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