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Messico: 70 uomini e donne scompaiono ogni giorno, minacce e violenze a chi aiuta i migranti

    di  .  Scritto  il  24 Maggio 2013  alle  13:01.

Sono centinaia di migliaia i migranti irregolari che dal Centro America si riversano ogni anno in Messico per raggiungere gli Stati Uniti. La loro tratta, terza fonte di guadagno per la criminalità organizzata dopo droga e armi, li espone a ogni tipo di violenza e abuso con la connivenza di funzionari e agenti corrotti. Unico sostegno i loro difensori: associazioni, gruppi e individui che rischiano la vita per aiutarli e tutelare i loro diritti.messicomigranti

Ogni anno tra i 150 mila e i 400 mila migranti “sin papeles”, senza autorizzazione o documenti, attraversano la frontiera tra Messico e Guatemala. La maggior parte di loro -uomini, donne e sempre più bambini e adolescenti – sono centroamericani che lungo le “rutas” verso gli Usa subiscono abusi, rapine, violenze e sequestri da parte della criminalità organizzata e di funzionari, militari e agenti della migrazione con essa collusi. Solo una piccola parte  riesce a raggiungere gli Stati Uniti.

Negli ultimi anni i tassi di violenza sono aumentati esponenzialmente con un innalzamento del numero di minacce, estorsioni, aggressioni, violenze sessuali, ferimenti gravi e omicidi a carico dei migranti. Si stima che durante il viaggio oltre la metà delle donne subisca violenza sessuale o venga costretta a prostituirsi.

La Commissione Nazionale per i Diritti Umani in Messico (Cndh) ha registrato anche un aumento dei sequestri: erano tra i 9 e 10 mila nel 2009, già tra i 18 e 22 mila nel 2011. I migranti vengono rapiti e torturati per poter chiedere un riscatto a casa o ai parenti che si trovano negli Stati Uniti. Per chi non riesce a pagare c’è la morte o l’inserimento nella tratta e nel traffico di persone; più di 26.000 persone spariscono ogni anno senza lasciare traccia. La tratta di esseri umani, dopo droga e armi, è ormai diventata la terza fonte di guadagno della criminalità organizzata con introiti tra i 7 e i 10 miliardi di dollari l’anno.

Per far fronte a una tragedia umana che ha ormai i numeri di una guerra, associazioni, gruppi religiosi, singoli individui hanno cercato di organizzarsi e creare una rete di sostegno per i migranti. Sono “difensori dei diritti dei migranti” che gestiscono rifugi (albergues) per garantire ospitalità e cibo, avvocati che sostengono i migranti nelle denunce per gli abusi e le violenze subite, giornalisti che continuano a dare testimonianza delle violazioni dei diritti mettendo in pericolo la loro stessa vita.

A loro sostegno la Ong italiana Soleterre ha lanciato “Sin Nombre”, una campagna di sensibilizzazione e informazione sui diritti violati dei migranti e dei loro difensori. La campagna fa parte di un progetto, attivo dal 2011 in Messico, El Salvador, Guatemala, Nicaragua, Honduras, Panama, Belize, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Usa, Canada, Italia, per l’empowerment e la creazione di una Piattaforma dei difensori dei Diritti Umani dei Migranti Centroamericani (Capdem).

Durante la campagna verranno organizzati incontri di sensibilizzazione e approfondimento, proiezioni del documentario “Maria en Tierra de Nadie” presso festival del cinema, circoli e università, workshop per giornalisti. Per dare informazioni e aggiornamenti sulla situazione è stato creato il sito www.sinnombre.org.

“Sin Nombre – dice Valentina Valfrè, responsabile del Programma Diritti e partecipazione di Soleterre – nasce per far conoscere all’opinione pubblica e alle istituzioni italiane ed europee la drammatica situazione dei migranti centroamericani e dei loro difensori, una tragedia quotidiana dai numeri impressionanti che si consuma nell’indifferenza generale della comunità internazionale. Sono gli stessi difensori a chiederci di far conoscere il più possibile la situazione di costante pericolo in cui vivono loro ed i migranti che cercano di aiutare, nella speranza si tratti di un primo passo per spingere le istituzioni ad esprimere una posizione di pubblica condanna su quanto succede nell’area”.

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