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India: se la vacca non è più un animale così “sacro”

    di  .  Scritto  il  28 Maggio 2013  alle  7:00.

Per l’Induismo è un animale sacro; per i criminali comuni una nuova fonte di soldi. Nella New Delhi di oggi neanche più le vacche sono sacre, racconta un lungo reportage del New York Times dedicato ai furti delle mucche in India, aumentati di oltre il 14% negli ultimi due anni. L’articolo denuncia che oltre 40.000 mucche ogni anno vengono rubate e macellate per essere rivendute al mercato nero, e il più delle volte si tratta di animali appartenenti a contadini e allevatori che non avendo possibilità di rinchiuderli di notte, li lasciano in libertà nei campi.indiavacca

La nuova attività criminale si è affermata anche grazie al mutare dei gusti degli indiani, perché se fino a poco tempo fa mangiare carne di vacca era considerato un tabù, oggi chi ne assaggia un pezzo “non può più farne a meno”, racconta Anuj Agrawal, 28 anni. Cambiano i gusti ma anche le aspettative economiche del governo, che da qualche anno a questa parte ha puntato a incrementare le proprie esportazioni di latte, rendendo l’India il maggior produttore di latte e bestiame al mondo e il più grande esportatore di carne bovina, secondo le statistiche dell’United States Dipartment of Agricolture (http://www.apeda.gov.in/apedawebsite/SubHead_Products/Dairy_Products.htm).

Gran parte della carne di mucca lavorata negli oltre 3100 macelli clandestini dell’Andra Pradesh viene camuffata come carne di bue, per celare il sacrilegio, perché se è vero che una parte degli indiani ha accettato di mangiare le vacche, è vero anche che molti altri le considerano ancora inviolabili e mai vorrebbero ritrovarsele a tavola. Non a caso il Bharatiya Janata Party, uno dei principali partiti di opposizione, ha chiesto di rafforzare le leggi contro la macellazione.

Eppure la domanda di bovini continua a crescere e con essa i furti. Nel 2012 la polizia di Delhi ha arrestato 150 ladri di bestiame, un numero record che nel 2013 non sembra accennare a diminuire. I ladri agiscono prevalentemente di notte: legano le mucche con una corda e le trascinano nei camion, con i quali riescono a portare via dieci animali per volta. Ogni mucca viene rivenduta al mercato nero per 5000 rupie, ovvero 94 dollari, e considerando che in India 800 milioni di persone vive con meno di 2 dollari al giorno, quel bottino di 900 dollari racimolati in una sola notte per molti rappresenta una tentazione irresistibile.

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