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Brasile: violenza sulle donne, tutte in piazza contro l’indifferenza

    di  .  Scritto  il  30 Maggio 2013  alle  7:00.

“Rompi il silenzio” è stato lo slogan della “Marcia delle Puttane”, una protesta che nel weekend ha riunito migliaia di donne in diverse città del Brasile. Vestite con generose scollature e minigonne, le manifestanti hanno cercato di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica su aggressioni, stupri e omicidi, in forte aumento nell’ultimo anno.

Gli stupri di brasiliane a bordo di autobus a Rio de Janeiro hanno iniziato a diffondersi dopo il caso di una turista statunitense, riportato dai giornali di tutto il mondo. A differenza delle brasiliane, che rimangono in silenzio per timore di umiliazioni pubbliche, la giovane straniera ha denunciato subito gli abusi subiti sul mezzo pubblico nel pieno centro della città, nel celebre quartiere di Copacabana.

Lo stupro è il reato che è più aumentato negli ultimi mesi a San Paolo, con un incremento dell’8,36% nel mese di aprile. Le autorità, riporta il quotidiano Folha de São Paulo, hanno annunciato un piano per aumentare la sicurezza nella città. Nei municipi vicini che formano la Grande San Paolo, l’escalation di questo tipo di violenza è ancora più allarmante, con un’impennata del 60% in aprile rispetto allo stesso mese dello scorso anno, secondo i dati del ministero della Pubblica Sicurezza.

La Mappa della Violenza in Brasile 2012, pubblicata ogni anno dal sociologo argentino Julio Jacobo Waiselfisz, segnala che una delle principali cause del silenzio delle donne e della tolleranza della società nei confronti degli stupratori è che le vittime son accusate di provocare questa violenza.

Il Brasile è il settimo paese nel ranking mondiale degli omicidi di donne e nell’ultimo anno ha assistito a più di 13.000 vittime di stupro. La maggior parte dei casi, circa 8.000, si è verificata all’interno delle abitazioni per mano di parenti o conoscenti; più di 2.000 casi per le strade.

Il Brasile ha adottato una serie di misure in difesa delle donne, come commissariati specializzati e la Legge Maria da Penha, lanciata nel 2006, che prevede pene più severe per gli aggressori. Secondo lo studio di Waiselfisz, la violenza contro le donne ha registrato un visibile calo dopo la promulgazione della legge; ma, a partire dal 2008, è tornata agli antichi livelli.

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