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Emily’s list, la sfida delle donne per arrivare alla presidenza degli Stati Uniti

    di  .  Scritto  il  31 Maggio 2013  alle  6:00.

Obama è stato rieletto presidente da pochi mesi, ma negli Stati Uniti c’è già chi si sta preparando per le prossime elezioni. “Emily’s List” ha lanciato una campagna di raccolta fondi, la “Madam President”, per sostenere la candidatura di una donna alla Casa Bianca, “perché l’America è finalmente pronta”, è scritto sulla homepage del sito (http://emilyslist.org/madam-president?ws=elhomepage).emilislist

In poche settimane la campagna ha già raccolto molti adepti e migliaia di dollari in donazioni. “I nostri sondaggi dicono che il 90% degli americani vorrebbe un presidente donna, il 75% ritiene che una donna farebbe le scelte migliori per il paese e il 51% è convinto che le donne presenti alla Camera e al Senato, sebbene siano una minoranza, stiano già facendo una differenza positiva”, ha detto la presidente di Emily, Stephanie Schriock, in varie interviste con i media.

Altre ricerche mostrano che le barriere che ostacolano la candidatura delle donne alla Casa Bianca stanno venendo giù, ha confermato Jennifer Lawless, professore di scienze politiche all’American University di Washington. Il primo scoglio è la raccolta fondi per la campagna elettorale, che ha più probabilità di realizzarsi con successo se l’elettorato si abitua all’idea di essere governato da una donna, e poi – continua la Lawless – finalmente si sta smettendo di giudicarle secondo i soliti cliché: l’aspetto estetico, il modo di vestirsi o il modo di porsi. Non sorprende quindi se la lista Emily per le elezioni 2016 sarà economicamente pronta a sostenere una democratica alla Casa Bianca.

L’elenco delle “papabili” è già pronto. A capo della lista c’è ovviamente Hillary Clinton, ma altre donne si stanno facendo strada: la senatrice Kirsten E. Gillibrand di New York; Janet Napolitano, l’ex governatrice dell’Arizona di origini italiane, considerata dal Time nel 2006 uno dei cinque migliori governatori americani e attualmente segretario alla sicurezza interna e la senatrice Amy Klobuchar, del Minnesota. E forse quel giorno la stessa Schriock potrebbe ritrovarsi nella lista, visto che il suo nome circola tra le possibili candidature democratiche al Senato per le elezioni del 2014, quando per il Montana, il suo paese natale, si libererà un posto.

Grazie alle tecnologie e al ricambio generazionale, la lista Emily dalla fine del 2010 al 2012 ha visto quintuplicare le adesioni e crescere a vista d’occhio il proprio budget, passando dai 400,000 dollari ai più di due milioni di euro. “La nostra forza è che non siamo solo una organizzazione – specifica Schriock all’International Herald Tribune – ma un movimento di donne e di uomini”.

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