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Honduras: una storia cinquantennale di poliziotti corrotti

    di  .  Scritto  il  13 Giugno 2013  alle  7:00.

Sono ormai 50 anni che gli honduregni convivono con una delle polizie più corrotte della regione, coinvolta in furti d’auto, sequestri di persona, traffico di droga, omicidi e persino tentativi di golpe, nella maggior parte dei casi rimasti impuniti.honduraspolizia

Per invertire questa tendenza, nel 2012 è stata creata dal governo la Commissione per la riforma delle sicurezza (Crs), che ha il compito di ridisegnare, pianificare e monitorare il processo di riforma integrale della pubblica sicurezza, inclusa una proposta di riforma della Polizia Nazionale, della magistratura e del potere giudiziario.

Tutto ha avuto inizio il 12 luglio 1959, quando la Forza di Sicurezza Cittadina, sotto il colonnello Armando Velásquez, sostenuto dalla Polizia Nazionale e alcuni militari, aveva fallito un colpo di stato contro l’allora presidente Ramón Villeda Morales.

Successivamente Villeda Morales aveva creato la Guardia Civile, corpo che fin dal principio si è ferocemente scontrato con l’Esercito. Allora, gli oppositori di Villeda Morales, che il 3 ottobre del 1963, alla fine del suo mandato, era stato rovesciato dal colonnello Oswaldo López, usavano il termine dispregiativo di “Esercito nero” per riferirsi alla Guardia Civile.

Il regime di fatto di López aveva immediatamente sciolto la Guardia Civile e creato il Corpo Speciale di Sicurezza (Ces), tramutatosi anni più tardi nella Forza di Sicurezza Pubblica (Fusep), sempre sotto il comando dei militari. Nel 1993 era stata disciolta dalla temibile Direzione Nazionale di Indagine (Dni).

Dal 1963 al 1998 la Polizia honduregna è stato il quarto braccio delle Forze Armate dell’Honduras, quindi addestrata alle pratiche militari. Seppur passando sotto l’egida civile, sostengono gli esperti, non è mai stata realmente smilitarizzata.

Uno dei progetti proposti nel 2012 dalla Crs, composta da tre honduregni e due stranieri, è la creazione di una polizia comunitaria, misura che punta al risanamento dell’istituzione. Nonostante il processo di depurazione della Polizia Nazionale iniziato alla fine del 2011, con frequenza vengono denunciati agenti e ufficiali per il loro coinvolgimento nei più svariati crimini.

Mancano appena otto mesi alla fine del mandato del presidente Porfirio Lobo, che ha fatto della sicurezza il cavallo di battaglia della sua campagna elettorale, e le misure adottate dalla sua amministrazione non hanno dato i risultati sperati. A poco hanno portato sostituire tre ministri della Sicurezza e le tanto pubblicizzate missioni congiunte tra poliziotti e militari con nomi altisonanti come “Relámpago (Fulmine)” o “Libertad”.

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