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Brasile: finita la tregua per il governo, si riaccendono le piazze più importanti del paese

    di  .  Scritto  il  12 Luglio 2013  alle  8:44.

La giornata di ieri, ricca di proteste e scioperi in tutto il Brasile, è iniziata con il blocco di undici importanti superstrade e del trasporto pubblico in alcune città.brasileproteste2

I manifestanti, con le bandiere dei sindacati e dei partiti politici di sinistra, hanno bloccato undici strade in cinque stati, inclusa la Via Dutra, l’autostrada più importante del paese che collega Rio de Janeiro a San Paolo, e quella che conduce al porto di Santos, il maggior terminale marittimo dell’America Latina.

Il sistema di trasporto pubblico ha funzionato normalmente a San Paolo e Rio, mentre i conducenti di autobus hanno incrociato le braccia in città come Porto Alegre, Vitoria, Belo Horizonte, Salvador, Manaus e Santos. A Porto Alegre e Belo Horizonte non hanno funzionato anche i treni urbani.

La cosiddetta Giornata Nazionale di Lotta è stata convocata dai sindacati per aderire alle proteste per migliori servizi pubblici che hanno scosso il Brasile nelle ultime tre settimane di giugno e per presentare le rivendicazioni degli stessi lavoratori.

Grande adesione si è registrata a Sao Jose dos Campos, un’importante città industriale vicino San Paolo dove gli operai di fabbriche come la General Motors hanno bloccato Via Dutra.

Nonostante proteste, scioperi parziali e occupazioni di suolo pubblico in tutto il paese, i sindacati non hanno voluto indire uno sciopero generale, considerando che l’attuale situazione del lavoro, con un basso tasso di disoccupazione, non lo giustifica.

La Giornata era stata convocata alla fine di giugno dai principali sindacati del Brasile, tra cui la Centrale unica dei lavoratori (Cut), la Forza sindacale (Fs), l’Unione generale dei lavoratori (Ugt), il Coordinamento nazionale delle lotto (Conlutas) e la Centrale generale dei lavoratori brasiliani (Cgtb).

I sindacati ritengono che questa grande mobilitazione nazionale rafforzerà la loro posizione nei negoziati che stanno tentando di intavolare con il governo di Dilma Rousseff.

Le loro principali rivendicazioni sono tre: la riduzione della giornata lavorativa a 40 ore, la modifica della legge che riduce le pensioni di coloro che si pensionano prematuramente e una petizione affinché venga archiviato un disegno di legge a favore dell’ampliamento delle esternalizzazioni del lavoro.

La Giornata Nazionale di Lotta divide gli stessi sindacati tra quelli che chiedono di appoggiare Rousseff e quelli che la accusano di non soddisfare le richieste dei lavoratori.

La Cut, il primo sindacato del paese e controllato dal Partito dei Lavoratori (Pt), al quale appartiene Roussef, assicura che le manifestazioni cercano solo di presentare l’ “agenda delle rivendicazioni” della classe lavorative “nel momento particolare che vive la nazione”.

Da parte sua, la Fs esige la destituzione del ministro delle Finanze, Guido Mantega, per una politica economica che, a suo parere, ha permesso all’inflazione di corrodere i salari dei lavoratori.

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