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Turchia: crisi curda, Erdogan lancia un “pacchetto di democratizzazione”

    di  .  Scritto  il  13 Settembre 2013  alle  7:00.

Il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ha annunciato che la prossima settimana il suo governo presenterà un pacchetto di riforme per rafforzare la democrazia e mantenere aperto il fragile processo di pace con i curdi.turchiaerdogan

“Abbiamo dedicato svariate ore a questo pacchetto di democratizzazione. Speriamo di discutere ora sugli ultimi articoli e credo che nell’arco di una settimana annunceremo il pacchetto di democratizzazione”, ha affermato ieri il premier in un’apparizione davanti alla stampa.

In precedenza, Erdogan aveva annunciato che il parlamento si sarebbe riunito entro la fine dell’estate per votare queste misure. Con l’approvazione del pacchetto si cerca di porre fine ad un conflitto che dura da tre decenni e che ha causato più di 40 mila morti.

L’annuncio del “pacchetto di democratizzazione” ha avuto luogo poco dopo quello del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), intenzionato a interrompere il ritiro dal territorio turco dal momento che Ankara “non ha rispettato gli accordi presi”.

“Il governo turco non ha ancora agito, dimostrando così che non cerca una soluzione. Ci difenderemo. Abbiamo sospeso il ritiro. Se attaccano, ci difenderemo. Se intensificano i loro attacchi, torneremo ad inviare (In Turchia) i gruppi che erano stati smantellati nel Sud Kurdistan – in riferimento alla regione semi-autonoma del Kurdistan iracheno – “, ha assicurato il leader del Pkk, Abdullah Ocalan, che in marzo, dal carcere dove dal 1999 sconta l’ergastolo, ha annunciato il ritiro delle milizie.

I dirigenti curdi hanno chiesto al governo turco di attuare quanto prima le riforme pattuite durante i colloqui con Ocalan. Tuttavia, Ankara sostiene che, per adempiere alla sua parte di accordo, i curdi devono accelerare il ritiro delle loro truppe dal nord dell’Iraq.

Le riforme annunciate da Erdogan comprendono la riapertura del seminario ortodosso greco Halki in un’isola vicino Istanbul, la rimozione delle restrizioni all’utilizzo del velo islamico e la promozione dei diritti della minoranza Alevi. Attraverso queste misure, si punta a garantire il diritto ad un’istruzione in lingua curda e a diminuire il numero di voti necessari ai partiti per entrare in parlamento.

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