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Invecchiare? Meglio farlo in Svezia

    di  .  Scritto  il  3 Ottobre 2013  alle  5:00.

Mai come oggi gli esseri umani vivono così a lungo. A dimostrazione di ciò, il crescente numero di centenari sparsi in tutto il mondo. Ma un nuovo studio mette in chiaro una cosa: sono pochi i paesi che possono festeggiare la longevità.

Non è lo stesso essere vecchio nel nord Europa o in Asia meridionale. E il reddito di un paese non ha nulla a che vedere con il benessere di questo gruppo, afferma il primo rapporto globale sulla condizione degli anziani nel mondo.svezia

Il Global Age Watch Index 2013, pubblicato dall’Ong umanitaria HelpAge International, è il primo studio che classifica i paesi in base al benessere sociale ed economico delle persone anziane.

Condotto in 91 paesi, analizza i benefici che ciascuno di essi fornisce in termini di pensioni, trasporto affidabile, occupazione, spirito comunitario e servizi sanitari alle popolazioni oltre i 60 anni, circa 900 milioni di persone.

È in Svezia che gli anziani hanno la migliore qualità di vita, in Afghanistan la peggiore. L’Italia si piazza in 27esima posizione.

Secondo gli esperti di HelpAge International, “grazie a migliori diete, migliore sanità, progressi medici e maggiore prosperità, la popolazione mondiale è sempre più longeva (…) Entro il 2050 la popolazione con più di 60 anni supererà in numero quella al di sotto dei 15 anni”.

Tuttavia, come dimostra l’indice, “milioni di anziani continuano ad affrontare condizioni di vita estremamente difficili e la mancanza di accesso ai servizi essenziali”.

Per l’elaborazione del rapporto, i ricercatori hanno utilizzato i dati di diverse organizzazioni internazionali, come Banca Mondiale (Bm), Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil) e (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (Unicef).

Norvegia e Giappone seguono la Svezia, mentre Pakistan, Tanzania e Giordania precedono l’Afghanistan.

I paesi sono stati classificati in base a quattro fattori: sicurezza del reddito (inclusi pensione, reddito pro capite, tasso di povertà), stato di salute (benessere medico e psicologico, speranza di vita ai 60 anni), occupazione ed istruzione per gli over 60 e benessere sociale (relazioni sociali, sicurezza fisica e accesso sicuro ai mezzi di trasporto pubblici).

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