Socialize

Guatemala: processo contro Ríos Montt, sempre più vicina l’amnistia

    di  .  Scritto  il  29 Ottobre 2013  alle  6:00.

L’insistenza con cui il generale golpista guatemalteco José Efraín Ríos Montt cerca di ottenere l’amnistia per non rispondere alle accuse di genocidio e crimini di guerra, divide il paese e mette in cattiva luce il debole sistema di giustizia nazionale.

Il vecchio generale, di 87 anni, confida nell’abilità dei suo avvocati, nel sostegno del potente settore imprenditoriale e nelle formazioni politiche di destra.guatemala-rios-montt

Questa settimana, la Corte Costituzionale, il massimo tribunale del paese, ha nuovamente aperto alla possibilità che l’ex capo di stato (1982-1983) possa ottenere l’unica misura legale in grado di tenerlo lontano dalla giustizia negli ultimi anni di vita, ordinando ad una corte inferiore di illustrare il perché non gli ha concesso tempo addietro l’amnistia richiesta.

La Corte Costituzionale ha ordinato alla Prima Sala di Appello di argomentare giuridicamente “perché non è applicabile l’amnistia” che gli avvocati di Ríos Montt hanno chiesto in base a un decreto approvato nel 1985 per l’ex capo di stato Óscar Mejía Víctores. Questo decreto ha concesso l’amnistia ai militari e ai guerriglieri che hanno partecipato alla guerra interna del paese (1960-1996).

Francisco García Gudiel, uno degli avocati di Ríos Montt, sostiene che l’amnistia è “vigente” nonostante la Legge di Riconciliazione Nazionale, approvata dal parlamento nel 1996, abbia abrogato tute le leggi di amnistia precedenti a questa data.

La Prima Sala di Appello, continua García Gudiel, “deve” concedere l’amnistia richiesta Ríos Montt in conformità alle direttive della Corte Costituzionale, e con questa restituire al suo cliente i diritti che, assicura, sono stati “violati” dopo il respingimento dello scorso anno.

L’avvocato spiega che il processo cui è stato sottoposto il generale mesi fa, che si è concluso con una condanna di 80 anni di carcere dopo essere stato dichiarato “colpevole” dei crimini di genocidio e crimini di guerra, “è illegale” per i presunti “errori” commessi dal tribunale.

Dieci giorni dopo essere stato condannato, la Corte Costituzionale ha annullato la sentenza per presunti errori nel processo e ha ordinato di rifar partire il caso dalla sentenza del Tribunale Primo di Alto Rischio.

La prossima settimana, la Prima Sala di Appello dovrà mettere in atto l’ordinanza della Corte Costituzionale.

La Procura del Guatemala accusa Ríos Montt di essere il responsabile del massacro, compiuto dai militari durante la guerra civile, di 1771 indios di etnia Ixiles, gruppo etnico nel dipartimento di Quiche, nel nord del Guatemala.

La presidenza de facto di Efrain Rios Montt, anche se breve (1982-1983), viene considerato uno dei più sanguinosi periodi della guerra civile di 36 anni (1960-1996) che ha lasciato 200.000 morti o dispersi, secondo l’Onu.

Il genocidio è un crimine internazionale e la Ley Nacional de Reconciliación (del 1997) non concede questo privilegio. La legislazione del paese prevede tra i 30 e i 50 anni di carcere per il crimine di genocidio e tra i 20 e i 30 per crimini contro l’umanità.

L’attuale presidente del Guatemala, Otto Pérez Molina, un generale in pensione più volte accusato di violazioni dei diritti umani, nega che durante il lungo conflitto interno ci siano stati casi di genocidio.

→  Stampa articolo (o crea PDF)
→  Condividi o invia per e-mail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *