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Brasile: indigeni Guaraní sempre più ai margini, boom di suicidi tra i giovani

    di  .  Scritto  il  4 Novembre 2013  alle  7:17.

Il Brasile sta vivendo un’ondata di suicidi senza precedenti nella storia dell’America Latina. Si tratta dei Guaraní, il più grande gruppo etnico indigeno del paese e il primo ad essere contattato dagli europei dopo il loro arrivo nel continente più di 500 anni fa.

Ogni settimana almeno un giovane Guaraní si toglie la vita per l’impossibilità di recuperare le terre sottratte alla comunità da società nazionali e straniere, spesso con l’uso della violenza.brasileguarani

Questa la denuncia della Ong per i diritti delle popolazioni indigene Survival, che nel suo ultimo rapporto dimostra che i Guaraní hanno raggiunto un tasso di suicidio 34 volte superiore alla media nazionale. E i protagonisti di questo fenomeno sono soprattutto i giovani tra i 15 e i 29 anni.

Secondo Survival, cha ha condotto numerose interviste ai membri della comunità Guaraní, il fenomeno è strettamente legato alla miseria. La povertà estrema, per di più senza terra, sconvolge i più giovani, portandoli al suicidio.

“Per i Guaraní, come per tutte le popolazioni indigene, la terra è tutto. Dà loro cibo e riparo, forma la loro lingua, le loro visioni del mondo e la loro identità. È anche un luogo in cui danno sepoltura ai loro antenati e rappresenta un patrimonio per i loro figli. Semplificando, la terra è ciò che sono”, spiega la Ong, che ha sede a Madrid.

Secondo il ministero della Sanità, nel 2012 si sono suicidati 56 Guaraní, mentre dal 1986 si sono registrati 625 casi nella zona. Secondo diverse organizzazioni per i diritti umani, le cifre reali sono altre: dall’anno 2000 ogni settimana si verifica un suicidio.

È un problema che ha il suo epicentro nel Mato Grosso do Sul, nel sud del Brasile, la cui estensione è pari a quella della Germania. In questa zona, i Guaraní sono arrivati ad occupare fino a 350 mila chilometri quadrati tra foresta e pianura.

Tuttavia, oggi vivono in piccoli appezzamenti di terreno o sul ciglio della strada, in condizioni croniche di sovraffollamento e senza alcun accesso ai servizi di base. Si stima che in riserve di 3 mila ettari sopravvivano più di 12 mila Guaraní.

Survival segnala inoltre che la deforestazione ha determinato per i Guaraní l’impossibilità di cacciare, pescare e coltivare. La malnutrizione rappresenta un altro grave problema: dal 2005 almeno 53 bambini Guaraní sono morti di fame.

A partire dagli anni ottanta, il Mato Grosso do Sul è stato letteralmente invaso da imprese che si occupano di coltivazione della canna da zucchero. Attualmente occupano circa il 60 per cento delle terre rivendicate dai Guaraní. A questo si aggiunge l’interesse del governo brasiliano nello sviluppo di aziende di biocarburanti nella regione.

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Un commento a Brasile: indigeni Guaraní sempre più ai margini, boom di suicidi tra i giovani

  1. stefano Rispondi

    8 Marzo 2014 alle 17:53

    Una vergogna. Sollecitiamo il Brasile a seguire l’esempio de Costa Rica. Una realtà diversa, piccola.. ma un esempio.

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