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Una recinzione tra Cisgiordania e Giordania, l’ipoteca di Israele sul processo di pace

    di  .  Scritto  il  5 Novembre 2013  alle  6:00.

Una volta completata le recinzioni lungo le frontiere egiziana e siriana, Israele ne costruirà un’altra tra la Cisgiordania e la Giordania.

Lo ha annunciato ieri il primo ministro Benjamin Netanyahu, citato dal quotidiano locale Maariv, secondo cui la misura vuole essere un “chiaro” messaggio ai palestinesi, che si oppongono alla presenza israeliana nella Valle del Giordano.israelegiordano

La barriera garantirà un maggiore controllo sul valico di frontiera, assicura Netanyahu.

Inoltre, continua il premier israeliano, i 600 mila rifugiati siriani in Giordania rappresentano una “seria” minaccia per la sicurezza di Israele. Anche in questo senso diventa “necessario” un muro di protezione.

Nabil Abu Rdeina, portavoce dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), ha detto all’agenzia di stampa palestinese Ma’an che quest’ultimo piano, “illegale secondo il diritto internazionale”, altro non è che un messaggio indirizzato a Washington, che annuncia “il fallimento dei colloqui di pace”.

“Senza uno stato palestinese con Gerusalemme Est come capitale, non ci sarà né pace né stabilità nella regione, e i leader di Israele saranno responsabili di questo”, ha aggiunto.

L’annuncio di una recinzione tra Cisgiordania e Giordania arriva in un momento particolarmente critico per i negoziati di pace tra israeliani e palestinesi. Negli ultimi giorni Israele ha riferito di nuovi permessi per costruire un totale di 5 mila abitazioni per i coloni a Gerusalemme Est e in Cisgiordania, una decisione che mira a placare la destra nazionalista in seguito al rilascio di 26 prigionieri palestinesi e che ha innescato le critiche dell’Anp e di parte della comunità internazionale, prima fra tutte l’Unione Europea (Ue).

I 26 costituiscono il secondo gruppo di prigionieri su un totale di 104 che Israele ha deciso di liberare per facilitare i negoziati di pace in corso.

I negoziati tra Israele e il governo palestinese sono ripresi lo scorso luglio a Washington. Ma il dialogo sembra essere limitato dalla frustrazione dei palestinesi per i continui insediamenti ebraici in Cisgiordania.

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