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Afghanistan: ritorna il papavero da oppio, nuovi record e vecchie paure

    di  .  Scritto  il  14 Novembre 2013  alle  6:00.

La coltivazione del papavero da oppio in Afghanistan è aumentata del 36 per cento nel 2013, un nuovo record, secondo i risultati di un’indagine congiunta della sezione narcotici afghana e dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Unodc). La produzione di oppio ha raggiunto le 5.550 tonnellate, con un incremento del 50 per cento dal 2012.afghanistanoppio

Durante la presentazione del dossier a Kabul, Yury Fedotov, direttore esecutivo dell’Unodc, ha detto che si tratta di dati su cui occorre “riflettere”, assicurando che la situazione rappresenta una minaccia per la salute, la stabilità e lo sviluppo in Afghanistan e nei paesi limitrofi.

L’area di coltivazione ha raggiunto i 209 mila ettari, contro i 154 mila dello scorso anno, al di sopra del record precedente, stabilito nel 2007, di 193 mila ettari. La produzione totale ha superato i 700 milioni di euro (pari al 4 per cento del Pil dell’Afghanistan), il 33 per cento in più. La Unodc avverta che il dato è ancora più alto, dovendo aggiungere gli utili per i trafficanti.

Anche se al di sotto delle cifre del 2012, il prezzo dell’oppio si aggira intorno ai 108 dollari al chilogrammo, cosa che incoraggia i coltivatori ad aumentare la produzione. Altro fattore che può spiegare l’aumento è la sensazione di “impunità” dovuta al ritiro delle truppe internazionali il prossimo anno.

L’agenzia dell’Onu sottolinea il legame tra insicurezza e coltivazione di oppio. Lo dimostra un dato: il 90 per cento della coltivazione del papavero nel 2013 è ristretto a nove province nel sud e nell’ovest del paese, che includono le zone in cui è maggiore il controllo da parte dei ribelli.

Gli sforzi delle autorità afghane per combattere la coltivazione di oppio si traducono nella morte di 143 persone dall’inizio del 2013, rispetto ai 102 dello scorso anno.

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