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Accordo sul nucleare iraniano, dibattito in Israele e possibili riflessi sulla crisi siriana

    di  .  Scritto  il  25 Novembre 2013  alle  6:00.

Per il primo ministro israeliano, l’accordo con l’Iran – rallentamento dei programmi nucleari in cambio di una riduzione delle sanzioni internazionali – è un “errore storico” più che “uno storico accordo”. Per gli Stati Uniti e per il segretario di Stato John Kerry – che ha firmato l’accordo insieme al gruppo del 5 +1 – si è in vece trattato del primo vero successo in dieci anni di negoziati. Un successo temporaneo, ma un successo.Irannucleareaccordo

L’accordo firmato ieri a Ginevra prevede una sostanziale riduzione delle sanzioni per i prossimi sei mesi in cambio di un significativo rallentamento del programma nucleare di Teheran. In questi sei mesi le parti continueranno a negoziare con l’obiettivo di raggiungere un accordo onnicompresivo e definitivo che garantisca a Teheran la possibilità di usare il nucleare a scopo civile e alle grandi potenze che questo vincolo venga rispettato.

In Israele, le dichiarazioni del primo ministro Benjamin Netanyahu hanno contribuito ad aprire un dibattito tra chi insiste per contrastare i negoziati e chi invece sostiene che una tale politica porterebbe all’isolamento della stessa Israele.

Il presidente statunitense Barack Obama ha definito quello raggiunto a Ginevra l’accordo diplomatico più importante raggiunto nel corso del suo mandato, mentre il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif ha dichiarato che l’intesa costituisce un importante momento di ricostruzione di fiducia tra i due paesi.

Secondo alcuni osservatori l’accordo di Ginevra potrebbe aprire nuovi scenari anche sulla crisi siriana, scacchiere nel quale il coinvolgimento dell’Iran è considerato decisivo per raggiungere una soluzione. Teheran resta tuttora uno dei principali alleati del presidente siriano Bashar al-Assad.

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