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Turchia: timida apertura verso il riconoscimento della tragedia armena

    di  .  Scritto  il  16 Dicembre 2013  alle  6:15.

Il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, ha definito “una cattiva pratica” e “qualcosa di disumano” le deportazioni di massa degli armeni nel 1915 sotto l’impero ottomano, un episodio che l’Armenia e la maggior parte dei paesi occidentali qualificano come “genocidio”. Davutoglu ha fatto queste osservazioni ieri prima di prendere un volo per Yerevan, la capitale armena, riportano i media locali.turchiadavutoglu

Secondo Davutoglu, i due paesi possono creare una coscienza collettiva con una “giusta memoria”.

Anche se la Turchia ha riconosciuto le sistematiche uccisioni di armeni durante le deportazioni, si rifiuta di ammettere che si sia trattato di genocidio. Tuttavia, le ultime dichiarazioni del ministro sembrano rappresentare un piccolo passo in avanti verso la riconciliazione tra i due vicini.

Davutoglu ha affermato che tra i turchi per decenni è circolata l’idea che gli armeni abbiano tradito l’impero ottomano e che pertanto si siano “meritati” la deportazione, un concetto che, assicura il ministro, “non esiste più”. Per tali ragioni anche “l’Armenia deve cancellare la sua coscienza collettiva” su quanto accaduto.

Turchia e Armenia hanno firmato nel 2009 un protocollo per ristabilire le relazioni diplomatiche e aprire le frontiere comuni, anche se questi piani non hanno mai trovato seguito.

Il genocidio in Armenia avrebbe provocato la morte di 1,5 milioni di persone, uccise dai turchi ottomani nel 1915-1916. Ankara riconosce che fino a 500.000 armeni sono morti nei combattimenti e nelle deportazioni di quegli anni, ma ha sempre negato la volontà di sterminio sistematico insita nel termine genocidio.

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