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Giappone: esercito e soft diplomazia, così Tokyo risponde a Pechino

    di  .  Scritto  il  18 Dicembre 2013  alle  6:00.

Il Giappone aumenterà la spesa militare nei prossimi cinque anni con l’acquisto di aerei con sistemi di allerta precoce, veicoli per assalti costieri e aeronavi per il trasporto di truppe, e cercherà legami più stretti con i suoi partner asiatici per contrastare una Cina militarmente più forte.giapponeabe

L’incremento del 2,6 per cento in cinque anni – per un totale di circa 170 miliardi di euro -, annunciato ieri, inverte un decennio di tagli e vuole essere un chiaro messaggio del primo ministro Shinzo Abe, sempre più determinato a ritagliare un ruolo militare di primo piano per il Giappone, mentre aumentano le tensioni con la Cina per alcune isole che entrambi i paesi rivendicano come proprie.

Oltre a rilanciare l’economia, Abe è impegnato a rafforzare l’apparato militare giapponese e migliorare il suo profilo di sicurezza per far fronte alla rapida crescita militare della Cina, che lui stesso definisce una “minaccia”.

“La Cina sta cercando di cambiare lo status quo attraverso la forza nei cieli e nelle acque del Mar Cinese Orientale e del Mar Cinese Meridionale e in altre aree, basandosi sulle sue stesse asserzioni, che sono incompatibili con l’ordine internazionale stabilito”, recita un comunicato emesso ieri dal gabinetto di Abe, dopo il voto su una nuova strategia di sicurezza nazionale.

“La posizione della Cina verso altri paesi e movimenti militari, insieme ad una mancanza di trasparenza rispetto alle sue politiche militari e di sicurezza nazionale, rappresentano una preoccupazione per il Giappone e la comunità internazionale più amplia e richiedono una stretta vigilanza”, continua la nota.

L’amministrazione Abe ha anche promesso di rivedere il divieto per il Giappone di esportare armi, una mossa che potrebbe rivitalizzare l’attività degli appaltatori della difesa, come Mitsubishi Heavy Industries Ltd e Kawasaki Heavy Industries Ltd.

Tokyo e Pechino sono al centro di una disputa sempre più intensa per la sovranità delle isole Senkaku (per i giapponesi, Diaoyu per i cinesi), sotto il controllo di Okinawa.

Le tensioni sono aumentate lo scorso mese quando Pechino ha annunciato una zona di difesa aerea su un’ampia regione che include il piccolo arcipelago, e che ha provocato le proteste di Tokyo, Washington e Seul e sollevato i timori sul fatto che anche il più piccolo incidente nella zona contesa possa rapidamente degenerare in un conflitto aperto.

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