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Afghanistan: protesta contro profanazione del Corano, nuove accuse contro la Nato

    di  .  Scritto  il  8 Gennaio 2014  alle  6:00.

Almeno quattrocento persone hanno preso parte, ieri, ad una protesta per la presunta profanazione del Corano da parte delle truppe Isaf (la missione di supporto al governo di Kabul che opera sulla base di una risoluzione dell’Onu e il cui comando è affidato alla Nato) nella provincia di Wardak, nel centro dell’Afghanistan.afghanistanisaf

I manifestanti hanno bloccato per un paio di ore la strada che collega Kabul a Kandahar esigendo che i responsabili della profanazione vengano processati, ha riferito il portavoce della polizia di Wardak, Wali Norzai, citato dai media locali.

La protesta ha avuto luogo dopo che si era sparsa la voce secondo cui truppe Isaf avrebbero profanato il libro sacro dell’Islam la notte precedente nella zona di Shash Gaw, nel distretto di Saidabad. La portavoce dell’Isaf, Latondra Kinley, ha fatto sapere che “la missione non ha alcuna prova di che si sia tenuta la manifestazione e, tantomeno, la profanazione (…) Stiamo indagando”.

Non è tardato ad arrivare il commento dei talebani, per bocca di colui che è ritenuto il portavoce del gruppo, Zabihullah Mujahid, citato dall’agenzia di notizie locale Aip: “Gli Emirati Islamici condannano categoricamente l’opera degli infedeli e dei loro burattini e avvertono che simili atti non spaventeranno né fermeranno la nazione musulmana nella difesa della sua fede e del suo paese”.

Nel febbraio 2012, il rogo di esemplari di corano nella prigione di Bagram, nei pressi di Kabul, scatenò un’ondata di violenza in diverse parti dell’Afghanistan in cui persero la vita una trentina di persone. Il processo di ritiro delle truppe internazionali in Afghanistan è in corso e si concluderà entro la fine del 2014, salvo ulteriori sviluppi.

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