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Iran: nucleare, Teheran crede in un accordo definitivo entro sei mesi

    di  .  Scritto  il  4 Febbraio 2014  alle  6:00.

Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad-Javad Zarif, ha dichiarato che sarà possibile raggiungere un accordo definitivo con le potenze mondiali sul programma nucleare di Teheran entro i prossimi sei mesi “se c’è buona volontà”, aggiungendo di non essere preoccupato per l’eventualità di nuove sanzioni imposte da Washington.Iran's national flags are seen on a square in Tehran

La scorsa settimana, Barack Obama, nel suo discorso sullo stato dell’Unione, ha assicurato che farà di tutto per impedire una qualsiasi legislazione che minacci i negoziati con l’Iran. Diversi senatori statunitensi, inclusi alcuni democratici di Obama, hanno sponsorizzato una legge che imporrebbe nuove sanzioni contro la Repubblica Islamica qualora i colloqui per un accordo definitivo dovessero fallire.

Da parte sua, Teheran ha avvertito che si ritirerà dai negoziati se il progetto diventerà legge. Al momento è dibattuto al congresso.

“Con buon volontà possiamo siglare un accordo entro sei mesi (…) Non temo una decisione del congresso statunitense. Il presidente statunitense ha promesso di mettere il suo veto”, ha detto ieri Zarif, in visita in Germania, durante un intervento al Consiglio tedesco per le relazioni estere.

Nel weekend, in occasione della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, si è riunito con il segretario di Stato Usa John Kerry e altri membri del team di negoziatori delle sei potenze mondiali (Cina, Francia, Germania, Regno Unito, Russia e Stati Uniti).

Il 24 novembre Teheran e le sei potenze hanno raggiunto un’intesa preliminare per monitorare il programma nucleare iraniano in cambio di un limitato allentamento delle sanzioni. Quest’ultimo accordo è entrato in vigore il 20 gennaio.

I colloqui con le sei potenze su un patto definitivo inizieranno il 18 febbraio a New York.

Intanto, sempre ieri, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha confermato il trasferimento di 555 milioni di dollari all’Iran come parte dell’accordo preliminare. Si tratta dalle prima frazione del pagamento totale di 4,2 miliardi di dollari relativi agli introiti per la vendita del petrolio iraniano che erano stati congelati.

Dal 2003 il gruppo P5+1 cerca di convincere l’Iran a porre un freno al suo programma di arricchimento dell’uranio, secondo l’Occidente ed Israele finalizzato alla produzione di armi atomiche. Teheran ha sempre negato le accuse, sostenendo i fini civili delle proprie attività nucleari.

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