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Petrolio: Stati Uniti più lontani, la Colombia pensa a Europa e India

    di  .  Scritto  il  12 Febbraio 2014  alle  6:00.

La Colombia, che era riuscita a strappare una quota dell’ambito mercato statunitense ad altri produttori di petrolio, rientra nella lista dei paesi latinoamericani che hanno dovuto diversificare le spedizioni verso mercati ben più lontani, come l’Europa e l’Asia, a causa delle minori necessità di importazione negli Stati Uniti.colombia

I colombiani sono ormai in ritardo per accaparrarsi una fetta del mercato cinese: è infatti spietata la concorrenza del Venezuela e dell’Ecuador. Inoltre, cercare a tutti i costi altri clienti significa cambiamenti logistici e vendere a prezzi più bassi.

Le esportazioni di greggio colombiano verso gli Usa sono calate del 6,5 per cento fino a novembre dello scorso anno, secondo la Energy Information Administration (Eia), braccio statistico del Dipartimento dell’Energia del paese nordamericano. Per la prima volta in sei anni, nel 2013 si è registrato una riduzione dell’invio di petrolio colombiano al suo principale cliente; durante questo periodo, Bogotá ha triplicato le sue vendite fino a 403 mila barili al giorno (bdp) nel 2012.

E questo, spiegano gli esperti, per la bassa qualità del petrolio colombiano. Le compagnie petrolifere che operano nel paese sudamericano spesso mescolano una buona parte del loro greggio con la nafta per produrre varietà conosciute come “Castilla” o “Vasconia”. Ma l’auge dell’olio di scisto negli Stati Uniti sta riconfigurando la “dieta” delle raffinerie, che ora preferiscono greggi pesanti, soprattutto canadesi e messicani.

Nel mezzo del calo dei prezzi a livello mondiale, gli introiti della Colombia per l’esportazione di petrolio verso gli Usa sono diminuiti anche in misura maggiore rispetto al volume venduto. Il dipartimento di statistica colombiano registra un calo interannuale del 14 per cento fino a novembre, ben 11,9 miliardi di dollari.

Il paese andino è riuscito a compensare parzialmente questo declino con un aumento delle vendite in Asia ed Europa. Le spedizioni in Cina sono aumentate del 73 per cento (3,84 miliardi di dollari); in India sono più che raddoppiate (2,71 miliardi di dollari), mentre in Italia, Svizzera e Regno Unito registrano risultati incoraggianti.

La compagnia petrolifera statale colombiana Ecopetrol sta guardando all’India come mercato strategico a lungo termine, ostacolata, ancora una volta, dalla venezuelana Pdvsa, mentre per la canadese Pacific Rubiales, che da anni opera in Colombia, il vero obiettivo rimane l’Europa, continente cui lo scorso anno ha destinato un terzo delle sue esportazioni, contro il 9 per cento venduto in Asia.

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