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Guatemala, torna la minaccia della fame

    di  .  Scritto  il  4 Marzo 2014  alle  7:00.

guatemalacibofamemaisLe perdite causate alle piantagioni dal fungo conosciuto come ‘ruggine del caffè’, che hanno lasciato senza lavoro oltre 200.000 braccianti, gli effetti dei cambiamenti climatici, il progressivo ridursi delle scorte di cereali di base: questi e altri elementi elevano l’allerta in Guatemala per il rischio di una nuova crisi alimentare, anche a fronte delle previsioni meteorologiche che  – riferisce l’Instituto Nacional de Sismología, Vulcanología, Meteorología e Hidrología (Insivumeh) – pronosticano scarse piogge a maggio/giugno, quando qui arriverà l’inverno, e siccità per luglio.

Nuove minacce, dunque, per gli stock dei cereali, elementi essenziali della dieta nazionale. A rischiare le conseguenze più pesanti sono i dipartimenti del cosiddetto ‘Corredor Seco’, che include, fra l’altro, Jalapa, Jutiapa, Zacapa e El Progreso, nell’est del paese.

Secondo la Segreteria per la sicurezza alimentare (Sesan), solo in questa zona oltre 40.000 famiglie rischiano la fame. Il governo ha riferito di aver messo a punto un “Piano d’azione” mirato a sostenere l’agricoltura su scala familiare in un paese in cui la metà dei circa 15 milioni di abitanti vive in condizioni di povertà e il 15% in estrema povertà.

Sarebbero pronte, inoltre, iniziative di prevenzione per scongiurare il rischio carestia con uno stanziamento che supera i 120 milioni di dollari, di cui per il momento non sono stati diffusi altri particolari.

Nei primi due anni del governo dell’ex generale Otto Pérez Molina, stando a cifre ufficiali la mortalità per denutrizione si sarebbe ridotta, passando da un tasso di 1,1 decesso ogni 100.000 abitanti a 0,62. Nel 2013, la Sesan ha contato 17.168 casi di denutrizione, con la morte di 106 minori di cinque anni.

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