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Salvador Sánchez Cerén, ritratto del nuovo presidente

    di  .  Scritto  il  14 Marzo 2014  alle  6:00.

Un povero maestro di campagna, nono di 12 figli, passato fra gli anni Sessanta e i Settanta dalle proteste di piazza con la Asociacion Nacional de Educadores Salvadoreños, alla guerriglia delle Fuerzas Populares de Liberación – una delle cinque organizzazioni fondatrici del Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional (Fmln) – e in seguito fra gli artefici della pace: si potrebbe riassumere così la storia di Salvador Sánchez Cerén, classe 1944, vincitore delle elezioni presidenziali in Salvador, sebbene per poco più di 6000 voti di scarto contro il candidato della destra.Supporters hold a poster of Sanchez Ceren, presidential candidate for the FMLN, during his closing campaign rally in San Salvador

Con il Frente, all’epoca della cruenta guerra civile (1980-1992), anche Sánchez Cerén – allora chiamato comandante Leonel González – tentò di prendere il potere con le armi: optò infine per la pace e fu tra i cinque comandanti che dopo aver guidato il conflitto ne decisero anche la fine. Oggi il suo modello è un altro ex guerrigliero, l’uruguayano José Pepe Mujica: “È un esempio da seguire perché lavora su due piani: lo sviluppo e l’investimento sociale” ha risposto Sánchez Cerén ai giornalisti che gli hanno chiesto se fra i suoi ispiratori ci sia stato il venezuelano Hugo Chávez.

La campagna elettorale della destra è stata tutta incentrata sull’accusa che Sánchez Cerén e il Frente rappresentino gli interessi del governo del Venezuela e intendano instaurare in Salvador il cosiddetto Socialismo del XXI secolo voluto dal defunto Chávez. Ma per l’ex guerrigliero “il Salvador non è né può essere il Venezuela”.

“Un purosangue, che mantiene vivi i principi rivoluzionari. Nato con il partito ma non ancorato al passato”: così descrive il nuovo presidente Miguel Montenegro, della Commissione per i diritti umani del Salvador. Si è impegnato a garantire i diritti negati alla popolazione dai governi conservatori precedenti”, sulla scia del suo predecessore, il giornalista Mauricio Funes, capace di portare per la prima volta l’ex guerriglia al potere, nel 2009, ovvero – dice Montenegro – “a creare lavoro con salari migliori, combattere la criminalità in modo intelligente, approfondire i buoni e veri cambiamenti già introdotti nella vita dei salvadoregni”. Il primo ex guerrigliero eletto alla guida del Salvador si insedierà il 1° giugno.

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