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Colombia: presidenziali, le Farc ‘entrano’ nella campagna elettorale

    di  .  Scritto  il  10 Aprile 2014  alle  6:00.

“Possiamo dire in tutta sicurezza che mai un processo di pace si è concluso con il carcere per i protagonisti, per i costruttori della pace”, ha detto ieri ai giornalisti Andrés París, uno dei delegati delle Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) a margine dei negoziati di pace con il governo colombiano a L’Avana.FARC lead negotiator Ivan Marquez is surrounded by reporters as he arrives to talks in Havana

Così París ha risposto alla promessa che, secondo i media colombiani, ha fatto il candidato presidenziale Oscar Iván Zuluaga, del partito dell’ex presidente conservatore Alvaro Uribe (2002-2010). “Iván Márquez – alias di Luciano Marín Arango, capo negoziatore della guerriglia ai negoziati – pagherà le sue malefatte con il carcere”, ha promesso Zuluaga in caso di vittoria alle elezioni del prossimo 25 maggio.

“Questo candidato uribista è così giù nei sondaggi da fare basso marketing politico, lanciando azioni di vero sabotaggio contro il processo di pace”, ha aggiunto París.

Le Farc e il governo di Juan Manuel Santos negoziano dal novembre 2012 un accordo che metta fine ad un conflitto armato interno che dura ormai da mezzo secolo e che ha lasciato un saldo di almeno 200 mila morti, per lo più civili.

Zuluaga critica il processo di pace sostenendo che culminerà con una “amnistia” per i ribelli, opzione del tutto esclusa dal commissario per la pace colombiano, Sergio Jaramillo, membro della delegazione governativa a Cuba.

“In Colombia non ci sarà un’amnistia generale (…), ovviamente dobbiamo discutere di sanzioni, in particolare contro i massimi responsabili dei crimini internazionali”, ha recentemente affermato Jaramillo in una conferenza all’Università di Harvard.

París ha aggiunto che, “per arrivare alla firma di un accordo, bisognerà studiare formule di giustizia”, e questo in una situazione di “bilateralità”, dal momento che anche i militari hanno commesso “seri” crimini.

Farc e governo stanno trattando il tema delle droghe illecite. Le altre questioni in sospeso oggetto del negoziato sono l’abbandono delle armi, il risarcimento delle vittime del conflitto e la futura partecipazione politica dei guerriglieri.

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