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Venezuela: imputati tre generali per tentato golpe

    di  .  Scritto  il  17 Aprile 2014  alle  6:00.

Un tribunale militare di Caracas ha accusato tre generali e un capitano in pensione delle forze armate di istigazione alla rivolta per la loro presunta appartenenza ad un gruppo di trenta militari arrestati per essere dietro ad un presunto piano di colpo di stato contro il presidente Nicolás Maduro.

Secondo il quotidiano locale Ultimas Noticias, il Tribunale Militare Terzo di Caracas accusa i generali dell’Aviazione Oswaldo Hernández, José Machillanda e Carlos Millán e il capitano in pensione della Guardia Nazionale (polizia militare) Juan Carlos Nieto, dei reati di incitamento alla ribellione e contro il decoro militare.venezuelamaduro

Lo scorso 25 marzo Maduro aveva annunciato l’arresto dei tre generali dell’aeronautica, “con legami diretti con settori dell’opposizione”, per aver cercato di aizzargli contro le forze aeree. Ma, fino a ieri, il governo non aveva rilasciato informazioni ufficiali in merito all’identità degli ufficiali presumibilmente coinvolti in questo tentativo di golpe, né sulle accuse e prove contro di loro. Il nome degli altri militari arrestati non è ancora stato comunicato.

All’inizio della settimana, il capo del Comando strategico operativo della Fanb, il generale Vladimir Padrino, in un’intervista rilasciata a Televen, ha detto che “appelli sovversivi e irrispettosi” sono stati rivolti alla forze armate per rovesciare Maduro, mosse intraprese “da ex capi militari che principalmente vivono all’estero e sottostimano la coscienza patriottica e costituzionale” dei militari “e della popolazione”.

Padrino ha ricordato l’annuncio fatto il 25 marzo da Maduro sul presunto complotto ai suoi danni ordito dai tre generali dell’aviazione. Uno dei tre, stando a Padrino, avrebbe confessato di aver aderito a un piano per rovesciare il presidente in cambio di un incarico importante “in un’eventuale transizione”: piano che secondo il generale è in realtà in atto spinto dalle proteste dell’opposizione che ha definito “un golpe continuato”.

Dal 12 febbraio proseguono quasi quotidianamente le proteste contro il governo, accusato per la dilagante insicurezza, inflazione, carenza di prodotti di base e scarse prospettive economiche.

Finora sono 41 le persone rimaste uccise – tra cui nove della Guardia Nazionale – e più di 2 mila quelle arrestate.

Maduro si sta riunendo con i leader dell’opposizione per cercare di allentare le tensioni. Tuttavia, almeno per il momento, le parti sembrano non essere in grado di superare la situazione di impasse.

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