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Colombia: chi ostacola processo di pace pagherà costo politico “enorme”, parola delle Farc

    di  .  Scritto  il  15 Maggio 2014  alle  7:05.

FarcmuralesMentre mancano pochi giorni alle elezioni presidenziali del 25 maggio, le Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) hanno affermato che “in gioco c’è la pace o la guerra” e avvertito che chi ostacolerà il processo di pace che si tiene all’Avana pagherà un costo politico “enorme”.

“Chi ostacolerà il processo di pace all’Avana, compreso il presidente della repubblica, dovrà pagare un costo politico molto grande, enorme, perché questo processo è qui per restare”, ha detto ieri ai giornalisti ‘Rodrigo Granda’, alias di Ricardo Téllez, uno dei negoziatori della guerriglia ai colloqui di pace e considerato il ministro degli esteri delle Farc.

Granda ha rilasciato queste dichiarazioni quando gli è stato chiesto di commentare i progressi negli ultimi sondaggi di Óscar Iván Zuluaga, il candidato del Centro Democratico – il movimento politico guidato dall’ex presidente della Colombia Álvaro Uribe -, che si è più volte detto contrario ai negoziati tra governo e Frac.

“Noi non ci basiamo sui sondaggi ma seguiamo la realtà del paese (…) Il paese ha già identificato chi è per la guerra (…) In un simile contesto non è possibile constatare se i sondaggi sono gonfiati. Soprattutto non pensiamo che il popolo colombiano voglia la guerra”, ha detto Rodrigo Granda.

Le Farc hanno colto l’occasione per ringraziare alcuni attori internazionali che hanno espresso il loro sostegno per il processo di pace colombiano, come i parlamentari di Stati Uniti, Regno Unito e Irlanda del Nord.

In particolare, Rodrigo Granda ha ringraziato il presidente dell’Uruguay, José Mujica, per l’ “importantissimo” sostegno espresso durante la sua visita negli Usa: “Apprezziamo gli sforzi di Mujica che è un uomo saggio e ponderato. Sicuramente le sua parole arriveranno alla coscienza del popolo colombiano”.

Rodrigo Granda ha infine accennato alla possibilità di un cessate il fuoco bilaterale in Colombia e ribadito che “la palla è nel campo del governo. È una decisione politica, una decisione delle parti. Non è così complicato (…) Questa è la nostra volontà. Si risparmierebbero morti, vedove, orfani, sangue e distruzione nel nostro paese. È semplice, noi potremmo farlo già oggi, a patto che lo faccia anche il governo, è una questione bilaterale”.

Dal novembre 2012, Farc e governo colombiano tengono periodici colloqui all’Avana per porre fine ad un conflitto armato interno che va avanti da oltre cinquant’anni. Attualmente le parti stanno trattando il tema delle droghe illecite, terzo dei sei punti dell’agenda pattuita, dopo aver depennato dalla lista i punti relativi a riforma rurale e partecipazione politica. Le altre questioni sono l’abbandono delle armi, il risarcimento delle vittime del conflitto e la controfirma di un eventuale accordo.

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