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Honduras: crisi migratoria, per il presidente Hernández il colpevole è Washington

    di  .  Scritto  il  15 Luglio 2014  alle  6:00.

Il presidente dell’Honduras, Juan Orlando Hernández, ha dichiarato che la lotta al narcotraffico propiziata dagli Stati Uniti mantiene il suo paese immerso nella violenza, costituendo una delle principali cause dell’ondata di emigrazione centoamericana, soprattutto tra i minori.hondurasbambini

Negli ultimi mesi migliaia di bambini e adolescenti non accompagnati, così come donne con neonati, hanno lasciato l’Honduras, il Guatemala e El Salvador attraversando il Messico per raggiungere gli Stati Uniti convinti dai trafficanti di persone che una volta entrati in questo paese sia possibile rimanervi.

“L’Honduras vive un’emergenza che va avanti da un decennio, e forse anche più. E per quale motivo? Perché gli Stati Uniti e la Colombia hanno effettuato operazioni importanti nella lotta contro la droga”, ha detto Hernández in un’intervista rilasciata al quotidiano messicano Excelsior e pubblicata ieri.

“Successivamente lo ha fatto col Messico. Quindi, il fenomeno si è concentrato nella parte settentrionale dell’America Centrale (…) Tutto ciò ci sta causando gravi problemi che hanno innescato questa emigrazione”, ha spiegato.

Gli emigranti centroamericani fuggono dalla violenza delle gang e dei cartelli della droga, che hanno portato l’Honduras a detenere il più alto tasso di omicidi del mondo con 90,4 omicidi ogni 100 mila abitanti.

“Gran parte di questo fenomeno ha a che fare con la mancanza di opportunità in America Centrale, che a sua volta ha origine in un clima di violenza. Violenza che, all’85 per cento, è legata al traffico di droga”, ha aggiunto Hernández.

Il presidente dell’Honduras si è insediato nel mese di gennaio con la promessa di porre fine alla violenza servendosi dell’esercito.

Dato il ritardo nell’emettere una riforma dell’immigrazione, il presidente statunitense Barack Obama ha chiesto al congresso un budget di 3,7 miliardi di dollari per risolvere l’emergenza causata dall’enorme flusso di minori senza documenti che entrano negli Stati Uniti dal Messico e che affollano i centri detenzione.

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