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Mediterraneo: Europa mortale, destinazione più pericolosa per i migranti

    di  .  Scritto  il  30 Settembre 2014  alle  6:00.

migranticartinamortiÈ l’Europa la destinazione più pericolosa per i migranti di tutto il mondo. A certificarlo il rapporto diffuso ieri dall’Organizzazione Mondiale delle Migrazioni (IOM) delle Nazioni Unite intitolato “Fatal Journeys: Tracking lives lost during Migration” (Viaggi fatali: seguendo le vite perse durante la migrazione), definito “la raccolta di dati più aggiornata al mondo relativamente ai decessi di migranti, per terra e per mare”. 

Secondo le stime presentate nel rapporto, lo stesso OIM ritiene infatti che si tratti di dati per difetto che potrebbero essere tranquillamente duplicati o triplicati, sono quasi 40.000 i migranti morti dal 2000 ad oggi, la metà dei quali, ben 22.000, hanno perso la vita durante i pericolosi viaggi attraverso il mar Mediterraneo.
Solo quest’anno sono oltre 3000 i migranti morti nel Mediterraneo (3072 per la precisione) a fronte di un numero di decessi globale stimato in 4077 persone, con il Mare Nostrum che incide quindi per il 75% dei decessi di migranti di tutto il pianeta.

Lanciando il rapporto, un corposo volume di 216 pagine presentato ieri a Ginevra, l’OIM rivolge ai Governi di tutto il mondo un appello a contrastare questo fenomeno.
“Il nostro messaggio è chiaro: tanti migranti stanno morendo, è arrivato il momento di fare di più che contare il numero delle vittime. E’ tempo di fare fronte comune affinché i migranti in gravi difficoltà non debbano subire violenze” ha detto il Direttore Generale dell’OIM William Lacy Swing.

Cominciato dopo la tragedia dell’ottobre del 2013 quando più di 400 migranti morirono nei due naufragi vicino all’isola italiana di Lampedusa, il lavoro di ricerca rientra nell’ambito del progetto dell’OIM “Missing Migrants Project”.
Oltre a raccogliere dati sui migranti morti nel mondo, il Missing Migrants Project dell’OIM è parte di uno sforzo maggiore volto ad aumentare l’utilizzo dei social media per coinvolgere le comunità di tutto il mondo nella ricerca di migranti dati per dispersi.

Italian navy rescue asylum seekersDopo la tragedia del Mediterraneo, la macabra classifica delle “frontiere” (tra mondo ricco e in via di sviluppo) più pericolose indica il confine tra Stati Uniti e Messico (con 6000 morti dal 2000 ad oggi) e altri 3.000 registrati in altre aree come Africa Sub-Sahariana e nelle acque dell’Oceano Indiano. L’OIM ribadisce che si tratta di stime e che “si ritiene tuttavia che il numero reale delle vittime sia superiore rispetto a quanto si sia riuscito a indicare in “Fatal Journeys”. Ci sono poche statistiche dettagliate a disposizione, poiché la raccolta di dati sui decessi dei migranti non è stata finora considerata una priorità dai Governi”.

“E’ paradossale, in un momento storico in cui una persona su sette al mondo è un migrante, vedere quanto sia dura la risposta del mondo ‘sviluppato’ nei confronti della migrazione” afferma il Direttore Generale Swing, aggiungendo che “le limitate opportunità disponibili per poter migrare in modo sicuro e regolare spingono gli aspiranti migranti nelle mani dei trafficanti, i quali alimentano un mercato senza scrupoli che minaccia le vite delle persone più disperate.”
“Dobbiamo porre termine a questo fenomeno – conclude Swing – I migranti irregolari non sono criminali ma esseri umani che hanno bisogno di protezione e assistenza, e meritano rispetto”.

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