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Le Farc chiedono “scusa” per guardie indios uccise

    di  .  Scritto  il  14 Novembre 2014  alle  6:00.

colombia nasa tribù“Siamo profondamente dispiaciuti per questo incidente fatale ed esprimiamo tutto il nostro cordoglio alle famiglie delle due guardie morte e di tutta la comunità, allo stesso tempo però vogliamo che sia chiaro che la nostra lotta non ha mai voluto essere, ne’ mai lo sarà, contraria al movimento indigeno e popolare”: con queste parole lo Stato Maggiore del Blocco Occidentale delle Forze armate rivoluzionarie colombiane (FARC) si è ufficialmente scusato per la morte, da parte di alcuni suoi uomini, di due guardie indigene che svolgevano compiti di polizia all’interno di una riserva nella provincia di Cauca, ovest della Colombia.

La nota – pubblicata ieri sul sito delle FARC (clicca qui per leggere il testo originale in spagnolo) – fa seguito all’ampia ondata di risentimento che la notizia della morte delle due guardie indios (Daniel Coicué e Manuel Antonio Tumiñá) ha provocato in tutto il paese.

Restano tuttavia poco chiare le circostanze in cui i due uomini hanno trovato la morte il 5 novembre scorso e le Farc da un lato e la comunità indigena dei Nasa hanno fornito versioni in parte discordanti dell’accaduto.

Unendo i punti in comune delle due ricostruzioni, tuttavia, appare chiaro che le tensioni sono iniziate quando i poliziotti indios hanno tentato di rimuovere i cartelloni e i manifesti che i ribelli delle Farc stavano disponendo in vari punti della zona per ricordare l’anniversario della morte del comandante delle Farc Alfonso Cano (ucciso il 4 novembre del 2011).

A un certo punto si sarebbe generato un alterco e uno degli uomini delle Farc coinvolto nella rissa avrebbe poi aperto il fuoco contro le due guardie.

Fermati dagli altri membri della comunità indigena (le Farc sostengono che i propri uomini si siano consegnati volontariamente), i ribelli sono stati giudicati da un tribunale indigeno che ne ha condannati cinque a pene comprese tra i 40 e i 60 anni di carcere e altri due, invece, che sono stati condannati a subire 20 frustate.

Per la legge colombiana, le autorità indigene hanno giurisdizione sui propri territori, fino a che non contravvengono le leggi nazionali.

Il rappresentante delle Nazioni Unite in Colmbia Fabrizio Hochschild, tuttavia, ha criticato la sentenza perché il processo non è stato seguito da nessuno.

Alcuni anni fa i Nasa cacciarono con la forza (trascinandoli fisicamente fuori dalla propria riserva) oltre 100 soldati colombiani da una base militare installata nel proprio territorio

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