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Libia: sono 100 milioni i dollari andati in fumo ad Al Sidra

    di  .  Scritto  il  31 Dicembre 2014  alle  11:17.

libia-guerra-misurataLIBIA – Proseguono i combattimenti tra le due fazioni che si disputano il controllo della Libia. Secondo fonti locali, ieri un aereo dell’Esercito nazionale libico ha colpito la base aerea di Gardabiya, 15 km a sud di Sirte, già oggetto di un precedente attacco nei giorni scorsi.

Secondo un portavoce dell’esercito fedele al governo libico, l’attacco di ieri è stato una risposta a un tentato blitz aereo condotto da un elicottero di Alba per la Libia, il movimento armato opposto al governo libico e che gli contende la guida del paese.

Secondo fonti ufficiali libiche, l’elicottero di Alba per la Libia, il cui obiettivo erano i depositi del pozzo al Sidra, sarebbe stato distrutto dalle forze governative, mentre forze di terra dell’Esercito nazionale vengono segnalate in marcia verso Ben Jawad, 35 km a ovest di Al Sidra, dove si troverebbero gli accampamenti degli uomini di Alba per la Libia.

Fonti indipendenti hanno confermato che anche ieri si sono verificati sporadici scontri a foco tra le forze regolari libiche e i combattimenti di Alba per la Libia, che tentano di prendere il controllo dell’impianto di produzione petrolifera di Al Sidra.

Secondo i dati diffusi dalla compagnia petrolifera nazionale, la National Oil Corporation, il fuoco che da alcuni giorni interessa almeno 5 dei depositi carburante di Al Sidra (provocato da un razzo lanciato dai ribelli) ha finora consumato 100 milioni di dollari di greggio.

Intervenendo sugli ultimi sviluppi libici, ieri il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, ha detto che “l’Italia condivide e rilancia l’appello delle Nazioni Unite alle diverse parti libiche affinché rinuncino a nuove azioni di guerra”.

Le parole del ministro sono state diffuse al termine di un colloquio con l’inviato delle Nazioni Unite Bernardino Leon e dopo l’incontro alla Farnesina con l’Ambasciatore italiano Giuseppe Buccino.

“Il ripetersi di azioni militari via terra ed aeree rischia di pregiudicare l’incontro per avviare un processo di riconciliazione nazionale che l’inviato dell’ONU sta organizzando per l’8 gennaio” ha concluso Gentiloni.

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