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Francia: Charlie Hebdo, storia di una ‘non cellula’ terroristica nata dalle Banlieu

    di  .  Scritto  il  8 Gennaio 2015  alle  11:07.

Il massacro di Parigi, ci dicono le informazioni che arrivano dagli investigatori, è stato congegnato da una ‘non cellula’ terroristica. I tre esecutori sono già noti, uno si è arreso, non fanno parte di nessuna ‘organizzazione’, sono ‘indipendenti’ e due sono reduci ‘dalla Siria’.

Possiamo dire che sono dei ‘generici’ perché nessun gruppo terroristico composto da uomini con addestramento militare organizza una azione senza sapere l’indirizzo dell’obiettivo (i killer lo hanno chiesto ad un passante).charlieebdo

Già in Francia due ‘lupi solitari’, definiti ‘islamici’ avevano accoltellato un militare ed una poliziotta a Parigi nel 2013 ed a  Joué-les-Tours lo scorso anno.

Ora, i problemi che hanno causato la strage Charlie Hebdo hanno una origine prevalentemente interna e non internazionale, come stamattina in tutto l’Occidente si vuol far credere.

Nella realtà il dramma parigino è un nuovo segnale di un malessere tutto francese, che da anni lievita facendo crescere la segregazione sociale nei confronti di una parte della popolazione di religione islamica ed in particolare di origine nord-africana.

I problemi sociali delle periferie urbane, le molto citate e mai ben raccontate Banlieue, sono questioni antiche. I governi francesi da anni non riescono e non hanno voluto affrontare il nodo della convivenza interna a partire dai quartieri degradati e la destra cavalca il razzismo e la xenofobia con successo, esasperando una situazione già molto seria.

C’è una data che un qualsiasi immigrato francese dal Nord Africa ricorda: il  27 ottobre del 2005. Quel giorno a Clichy-sous-bois, un mondo parallelo e separato all’interno dell’immensa cintura urbana di Parigi, Bouna Traore di 15 anni e Zyed Benna di 16 avevano appena finito di giocare con gli amici. Tornavano allegri a casa quando incontrarono una pattuglia della Police Nationale. Un ‘disguido’ uno ‘sguardo traverso’ e gli agenti diventano aggressivi, i ragazzini fuggono, si nascondono in una cabina elettrica, arrivano i rinforzi, comincia l’assedio. Poi il silenzio, l’irruzione ed il ritrovamento di due cadaveri. “Mort pour rien”, morti per nulla, dissero allora gli striscioni che guidarono la immediata rivolta che dalla disperata periferia parigina infiammò Rennes, Évreux, Rouen, Lille, Valenciennes, Amiens, Dijon, Toulouse, Pau, Marseille e Nice.

I morti di ieri sono i figli di quella scintilla. Non ricordarlo significa travolgere l’Occidente in quello che alcuni disperatamente vogliono: una guerra di religione ‘al contrario’ contro l’Islam.

Perché la genesi dell’integralismo islamico è paradossalmente anche quella nelle mani del ricco Occidente.

Prima nella storia del colonialismo bianco e poi nel delirio della Casa Bianca di Nixon e di alcuni suoi successori.

Oggi sappiamo che i servizi segreti statunitensi cominciarono le operazioni in Afghanistan nel 1970, ancor prima del colpo di stato ‘comunista’ di Taraki del 1973. Probabilmente finanziarono nel 1979 l’uccisore del presidente, Hafizullah Amin, e certamente armarono ed addestrarono la ‘resistenza’ armata dei mujaheddin contro i sovietici. Affidandosi anche a Bin Laden. Nel 1992 i talebani vittoriosi proclamarono la Repubblica islamica di Afghanistan.

Due dei tre serial killer del Charlie Hebdo sono reduci della Siria, altro luogo nel quale i soldi occidentali hanno finanziato organizzazioni estremiste islamiche in funzione antigovernativa.

Molti degli europei partiti per sostenere gli insorti contro Bashar al-Assad sono stati formati in Kosovo, da istruttori ‘non albanesi’, sotto gli occhi vigili e ‘sbadati’ dei militari Kfor (Onu).

Ed altre organizzazioni islamiste sono state sostenute, addestrate e finanziate in Libia da inglesi e francesi. Soldi misteriosi sono arrivati in Egitto e in Tunisia durante le fantasmatiche ‘rivoluzioni dei gelsomini’.

Insomma, il tranello dell’ingiustificabile eccidio del giornale satirico francese è nel volerlo far diventare un attacco preordinato alla democrazia occidentale e l’ultimo e definitivo passaggio prima della definitiva dichiarazione di ‘resistenza ad oltranza’ contro ‘l’assalto islamico’.

I fautori di questa ‘crociata’ dimenticano (volutamente) che i musulmani nel mondo sono oltre un miliardo, che tra loro i terroristi sono poche migliaia e che se esistono è perchè sono stati sostenuti da quegli stessi governi che oggi vogliono ‘combatterli’.

La Pace si difende attraverso la conoscenza dei fatti e riconoscendo i propri errori. La strage del Charlie Hebdo è un ‘errore francese’, non un complotto islamico. E’ il risultato di politiche sociali sbagliate, di interi settori della società abbandonati a se stessi. E’ la conseguenza della diffusa cultura conservatrice di quel Paese e della propaganda del Front National.

Lo si ricordi e lo si dica. Non solo per il bene della Francia, ma per difendere un futuro di pace nel mondo.

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