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Ucraina: i ribelli avanzano, Russia e Stati Uniti fremono dietro le quinte

    di  .  Scritto  il  3 Febbraio 2015  alle  6:00.

All’Ucraina che si muove per inviare altre truppe nell’est del paese, il leader dei ribelli separatisti ieri ha risposto annunciando la mobilitazione di 100.000 uomini. Non si sa, in reaòltà, se i separatisti siano davvero in grado di armare così tanta gente, ma la battaglia è fatta anche di queste dichiarazioni. Vero e meno che siano danno l’idea di quanto sta avvenendo in Ucraina, danno cioè l’idea che la guerra continuerà e che le due parti non hanno aderito agli accordi per un cessate-il-fuoco che pure avevano firmato lo scorso settembre.obamaputin

Al momento, l’iniziativa è in mano ai ribelli che dopo aver ripreso l’aeroporto di Donetsk e aver bombardato la città di Mariupol stanno circondando alcune centinaia di soldati ucraini asserragliati nella città di Debaltseve.

Debaltseve è considerata un crocevia strategico tra Luhansk e Donetsk, riprenderla per i ribelli significa allontanare le lonee nemiche dalle loro roccaforti.

Ciascuna delle due parti accusa l’altra di aver ucciso civili e Kiev teme che le ultime dichiarazioni ribelli sulla mobilitazione di 100.000 uomini possano nascondere la possibilità di un intervento diretto della Russia. Quest’ultima finora si è tenuta ufficialmente fuori dal conflitto, ammettendo soltanto che volontari russi operano oltre confine.

Ad aumentare le preoccupazioni è anche un articolo del New York Times di ieri secondo cui gli Stati Uniti sarebbero pronti a inviare armamenti a Kiev per contrastare i separatisti.  Più armi e più soldati, da una parte e dall’altra, sembrano allontanare le prospettive di una soluzione politica.

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