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Colombia: lotta alla droga senza pesticidi, ora si pensa anche a una farfalla

    di  .  Scritto  il  22 Maggio 2015  alle  6:00.

Una specie particolare di farfalla, molto vorace con le foglie di coca, sembra profilarsi come la soluzione più ‘ecologica’ nella lotta contro le piantagioni illegali, dopo la storica decisione di porre fine al controverso utilizzo dell’erbicida glifosato.

Voluta dal presidente Juan Manuel Santos, la fine delle aspersioni con il contestato erbicida – catalogato a marzo dall’Organizzazione mondiale della sanità come potenzialmente cancerogeno – pone dunque un problema che divide la classe politica nazionale. Di certo, trovare una soluzione efficace alternativa è necessario per la Colombia, primo coltivatore di foglia di coca al mondo insieme al vicino Perù, con 48.000 ettari censiti alla fine del 2013, nonché paese in cui il narcotraffico ha alimentato oltre mezzo secolo di guerra interna.boliviacampodicoca

Formato da ministri e autorità giudiziarie e di polizia, il Consiglio nazionale degli stupefacenti (Cne), ha confermato la sospensione delle aspersioni aeree con il glifosato, annunciando la formazione di una speciale commissione che per un mese studierà tutte le possibili alternative.

Fra quelle emerse finora, la più originale l’ha avanzata il direttore del Giardino Botanico di Quindío (centro), Alberto Gómez: secondo l’esperto, la farfalla Eloria Noyesi, conosciuta come “La Gringa”, potrebbe dare un contributo decisivo, alimentandosi unicamente di foglie di coca, elemento base della cocaina. Un’opzione tuttavia ancora all’esame, messa peraltro in dubbio dal direttore del Centro di studi sulla sicurezza e le droghe dell’Università delle Ande, Daniel Mejía.

“Attaccando le coltivazioni, i costi sono molto più alti, anche quelli collaterali. Attaccando, invece, gli anelli finali della catena criminale si ottiene il doppio obiettivo di diminuire la violenza e gli introiti dell’attività illegale” ha detto Mejía, presentando in questi giorni una ‘summa’ di raccomandazioni sulle politiche antidroga, sollecitata dal governo.

Sulla stessa linea, Álvaro Balcázar, specialista di sviluppo rurale, che ha sottolineato la necessità di ampliare la presenza dello Stato nelle diverse regioni del paese, ampliando la rete dei servizi pubblici, educativi e sanitari, anche nelle aree più remote del paese. “Tutti i territori in cui sono presenti piantagioni illegali – ha rilevato – si caratterizzano per vuoti di presenza statale. Abbiamo anche prove concrete che dimostrano che una volta colmati questi vuoti, le piantagioni progressivamente scompaiono”.

Ma mentre la fase di studio entra nel vivo, c’è anche chi, come il procuratore generale, Alejandro Ordóñez, ha mantenuto un atteggiamento più che critico contro la decisione di sospendere le aspersioni con il glifosato, preconizzando nei prossimi anni “un paese inondato di coca”. Sta di fatto che la Colombia era rimasta ormai l’unico paese al mondo ad utilizzarle – fatta eccezione per l’area di confine con l’Ecuador, dopo le proteste levatesi da Quito – con Messico e Afghanistan che l’avevano preceduta già da tempo.

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