Socialize

Panama: un’altra inchiesta per l’ex presidente latitante

    di  .  Scritto  il  12 Giugno 2015  alle  8:04.

E due. La Corte Suprema de Justicia de Panamá (CSJ) ha autorizzato l’apertura di una seconda inchiesta a carico dell’ex presidente di origini italiane Ricardo Martinelli (2009-2014). Con sette voti a favore, l’astensione del magistrato Luis Ramón Fábrega e l’assenza del collega Victor Benavides, il massimo tribunale del paese ha accolto la denuncia di un gruppo di presunte vittime di spionaggio: Martinelli sarà dunque indagato per reati contro l’inviolabilità del segreto e del diritto all’intimità, oltre a peculato, abuso di autorità, associazione illecita e attentato alla sicurezza informatica.panamamartinelli

La CSJ ha designato il magistrato Harry Díaz affinché assuma l’incarico di pubblico ministero nel caso; Jerónimo Mejía sarà il ‘giudice di garanzia’. Già a gennaio, la stessa corte aveva avviato un’inchiesta nei confronti dell’ex presidente per reati contro la pubblica amministrazione, irregolarità nell’assegnazione di un appalto a una ditta incaricata dell’acquisto di cibo disidratato per le scuole statali.

Stavolta, a chiedere e ottenere le nuove indagini a carico di Martinelli sono stati l’ex segretario generale del Partido Revolucionario Democrático (PRD) Mitchell Doens, l’ex candidata presidenziale dello schieramento Balbina Herrera e il collega di partito Bernabé Pérez. Ma la lista di chi è certo di essere stato spiato è lunga: ci sono, fra gli altri, il costituzionalista e attivista Miguel Antonio Bernal, e il deputato José Luis Varela del Partido Panameñista (PPa, governo), fratello  dell’attuale presidente, Juan Carlos Varela.

Martinelli, oggi deputato del Parlamento Centroamericano (Parlacen) nel frattempo resta uccel di bosco. Il 28 gennaio ha lasciato Panamá per un incontro istituzionale e una volta appresa la notizia dell’inchiesta, semplicemente, non è più rientrato.Nel frattempo, gli ex segretari esecutivi del Consejo de Seguridad Nacional (CSN) del governo Martinelli Gustavo Pérez e Alejandro Garúz restano in detenzione preventiva nel carcere di La Gran Joya: ad agosto andranno a processo per le intercettazioni illegali, materialmente eseguite dal personale del CSN, secondo la ‘fiscalía’, anche grazie a strumentazione acquistata da una società israeliana di cui oggi non si trova traccia.

→  Stampa articolo (o crea PDF)
→  Condividi o invia per e-mail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *