Socialize

Messico: rimpatriare Porfirio Diaz, per il Pri è una priorità

    di  .  Scritto  il  9 Luglio 2015  alle  10:33.

Dal giorno della sua morte, il 2 luglio 1915, le sue spoglie riposano al cimitero di Montparnasse, a Parigi, dove era riparato in esilio dopo aver ceduto il potere, quattro anni prima. Oggi, nel centenario della scomparsa, il Partido Revolucionario Institucional (PRI) ha ritenuto prioritario riaprire il dibattito su Porfirio Díaz, presidente-dittatore del Messico per due mandati – dal 29 novembre 1876 al 20 novembre 1880 e dal 1º dicembre 1884 al 25 maggio 1911 – dicendosi più che mai deciso a rimpatriarne i resti. A farsi portavoce di un’istanza a quanto pare molto sentita fra le file del partito di governo è stato il deputato federale della sua terra natale, Oaxaca, Samuel Gurrión Matías, rivolgendosi alla Commissione permanente del Congresso dell’Unione.messicoporfiriodiaz

Per Gurrión Matías, il repressore dei peones e dei proletari contro cui si sollevarono in armi Pancho Villa ed Emiliano Zapata, è stato un personaggio “incompreso, diffamato e spogliato delle sue qualità storiche”. Di conseguenza, per il parlamentare è necessario oggi “avvicinarsi con imparzialità alla vita di un personaggio così importante per il Messico”, lasciando in secondo piano il ‘pugno di ferro’ con cui guidò il paese. La creazione della rete ferroviaria più importante ed estesa del paese, l’impulso al commercio estero, il negoziato per sospendere il pagamento del debito estero con gli Stati Uniti, la Francia e l’Inghilterra, sono solo alcuni dei “meriti” riconosciuti dal deputato oaxaqueño al “presidente sconfitto dalla Revolución Mexicana”, come lo ricorda il quotidiano di sinistra ‘La Jornada’.

Lo stesso giornale evidenzia che a promuovere il tentativo di rivalutare la figura di Porfirio Díaz è un deputato, membro della Commissione per le questioni indigene di San Lázaro, conosciuto nel suo stato per essere il proprietario di una serie di società finite in fallimento, molto vicino al discusso ex governatore Ulises Ruiz Ortíz che ordinò la repressione del movimento degli insegnanti nel 2006; il deputato è stato, fra l’altro, segnalato per aver speso l’equivalente di quasi due milioni di dollari per la sua ultima campagna elettorale.

→  Stampa articolo (o crea PDF)
→  Condividi o invia per e-mail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *