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Guatemala: elezioni anticipate a settembre, se la scheda resta in bianco…

    di  .  Scritto  il  14 Luglio 2015  alle  7:57.

Sono tempi complessi, difficili ma colmi di speranza per un cambiamento, quelli che accompagnano in queste settimane il Guatemala, il paese più popoloso e forse il più instabile dell’America Centrale dove l’indignazione popolare per gli indici di povertà e violenza si è estesa a macchia d’olio per la rete di corruzione che ha travolto il governo di destra. L’Unione Europea ha annunciato che accompagnerà le elezioni generali anticipate fissate il 6 settembre dopo lo scandalo che ha portato alle dimissioni della vice presidente Roxana Baldetti, mentre la piazza chiede a gran voce il ritiro del generale a riposo Otto Pérez, subentrato al presidente di centro-sinistra Alvaro Colom, un’altra promessa (almeno) parzialmente mancata.guatemalaproteste

“I cittadini sono coscienti  dei loro diritti e non metteranno da parte le proteste; sanno bene che non si può ottenere tutto da un momento all’altro” commenta Almudena Abascal, vice segretaria esecutiva della Copenhague Iniciative por Central America and Mexico (Cifca), intervistata da DW. “Sul voto in sé non è ancora emersa una posizione chiara: se votare nullo, in bianco, astenersi” aggiunge l’esperta in forze a una piattaforma che segue da vicino la politica europea sulla regione centroamericana, con particolare enfasi sui diritti umani.

Lo scandalo che ha portato alla rinuncia di Baldetti e di altri nomi eccellenti, insieme alla possibilità che lo stesso Pérez sia giudicato per corruzione hanno alimentato un malcontento già sedimentato in un paese che fa ancora i conti con le ferite della guerra civile (1960-1996); buona parte dei guatemaltechi, oltre la metà dei quali vive in condizioni di povertà, chiede un rinvio delle elezioni affinché possano celebrarsi in base a nuovi parametri. Il Tribunal Supremo Electoral (TSE) ha presentato un progetto di legge per ristrutturare il meccanismo dei finanziamenti ai partiti politici – uno dei ‘nodi’ della questione – ma con ogni probabilità non sarà realtà prima di settembre; ciononostante, la pressione della piazza è tale che il TSE ha già accettato la possibilità che se i guatemaltechi sceglieranno in maggioranza di lasciare la scheda in bianco, il risultato potrà essere invalidato.

“E questo dimostra l’indignazione, non solo della società civile, ma di tutta la classe media” rileva Jimena Reyes, responsabile dell’ufficio per le Americhe della Federazione internazionale dei diritti umani (FIDH), che non smette di denunciare gravi violazioni ai diritti fondamentali nello Stato centroamericano. Di certo, ha impressionato la massa scesa in strada sia nelle zone urbane che in quelle rurali a partire da aprile, quando hanno cominciato ad essere svelate sordide trame di frodi e corruzioni.

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