Socialize

Libia: l’accordo politico “è un primo passo”, la strada da fare resta tanta

    di  .  Scritto  il  22 Luglio 2015  alle  8:12.

C’è ancora molto da fare per risolvere la crisi libica, ma l’accordo politico del 12 luglio scorso è stato un passo importante per avviare un percorso di ricostruzione e stabilizzazione del paese. Questo, in estrema sintesi, il punto fatto ieri, durante una conferenza stampa congiunta tenuta alla Farnesina, dal ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni, e dal rappresentante speciale dell’Onu per la Libia, Bernardino Leon. I due hanno ribadito l’impegno dell’Italia e della comunità internazionale per giunere rapidamente a un approdo unitario sul testo dell’accordo politico che potrebbe aprire una nuiova pagina nella storia recente della Libia. libialeongentiloni

“L’accordo siglato il 12 luglio è solo un primo passo – ha detto Gentiloni – sappiamo che l’accordo coinvolge diverse delle forze che si fronteggiano in Libia ma non tutte e quindi nei prossimi giorni il nostro impegno sarà quello di favorire un coinvolgimento ulteriore di forze che non hanno siglato ancora questo accordo a cominciare dal Gnc (General national congress, ndr) di Tripoli”

“Il Gnc non è un blocco monolitico che si esprime contro l’accordo. Le dichiarazioni del Gnc sono state anzi abbastanza positive – ha sostenuto Bernardino Leon -. Desidero sottolineare tre elementi che saranno chiave nelle prossime settimane: il primo elemento riguarda il governo di unità che è fondamentale; secondo elemento, dobbiamo occuparci della sicurezza; e dopo dobbiamo finalizzare l’accordo con gli allegati”.

“Rendere sicuro in Libia il percorso che si aprirà dopo l’auspicabile risultato del lavoro di Bernardino Leon e la nascita di un governo di unità nazionale – ha aggiunto il ministto degli Esteri italiano – non significa immaginare spedizioni di migliaia di uomini in Libia; significa fare un lavoro molto sofisticato, preciso, di training, di monitoraggio e di sorveglianza che naturalmente le nostre forze armate stanno preparando insieme ai nostri alleati e che però dipenderà molto dalle richieste libiche”.

Sul rapimento di domenica scorsa di quattro cittadini italiani, dipendenti della Bonatti, Gentiloni ha mostrato estrema cautela, ha invitato a non lanciarsi in congetture e rassicurato sull’impegno dei servizi di intelligence e di sicurezza italiani che si sono attivati subito dopo la diffusione della notizia.

→  Stampa articolo (o crea PDF)
→  Condividi o invia per e-mail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *