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Guatemala: processo a Rios Montt, l’ex editore è davvero “incapace”?

    di  .  Scritto  il  27 Luglio 2015  alle  6:00.

Internarlo in un centro psichiatrico per un’ulteriore e più approfondita analisi delle sue reali condizioni di salute: è ciò che ha chiesto la Fiscalía de Guatemala per José Efraín Ríos Montt, oggi 89enne, capace nel suo breve ‘regno’ fatto di terrore e sangue – 16 mesi fra il 1982 e il 1983 – di accumulare sulla coscienza sua e dei suoi uomini almeno 34 stragi, 19.000 omicidi, 600 centri abitati rasi al suolo. Alla prima udienza del nuovo processo a carico dell’ex presidente ‘de facto’ del Guatemala per l’eccidio di 1770 indigeni Maya Ixiles per mano dell’esercito, nel pieno della lunga guerra civile (1960-1996), la pubblica accusa ha alzato il tono e messo in dubbio la versione della difesa.guatemala-rios-montt

Il rapporto stilato dall’Instituto Nacional de Ciencias Forenses e diffuso all’inizio del mese giudicava l’ex dittatore inabile ad assistere al suo processo, stabilendo che fosse giudicato presso il suo domicilio, alla presenza di una magistrata, dei suoi avvocati e di un rappresentante del pubblico ministero. Ma per il pm Hilda Pineda la valutazione non ha rispettato il protocollo e, soprattutto, non è sufficiente: ciò che serve – ha detto – è una valutazione non solo squisitamente psichiatrica ma anche fisica e psicologica, da affidare a specialisti dell’Hospital Nacional de Salud Mental Francisco Mora, qualificati come “idonei”.

La pm ha anche preso nota del fatto che Ríos Montt assume farmaci specifici, senza che gli siano stati prescritti da medici adeguati e per di più di provenienza finora sconosciuta. Per questi ed altri aspetti ha sollecitato una verifica più accurata, chiedendo che l’imputato sia privato dei suddetti farmaci che, a suo giudizio, rischiano di alterare in modo rilevante l’esame finale sulle sue condizioni. Nell’udienza di ieri, la prima del nuovo processo a carico dell’ex dittatore per genocidio e crimini di lesa umanità, la giudice María Eugenia Castellanos ha respinto ben sei ricorsi della difesa che puntava, usurata strategia, a una sospensione del procedimento.

La giustizia del Guatemala, in larga parte corrotta – basti verificare le inchieste della Commissione internazionale contro l’impunità (Cicig) – ha finora tardato nei confronti dell’anziano ex generale, già capo del Congresso, potente e intoccabile almeno fino al 2012, quando perse l’immunità parlamentare che sino a quel momento l’aveva protetto. Nello storico processo che lo ha visto imputato, primo ex capo dello Stato, per i crimini della guerra, era stato condannato a 80 anni di carcere nel maggio 2013. Ma mentre le organizzazioni a difesa dei diritti umani plaudevano, una Corte Costituzionale servizievole ordinò l’annullamento di un verdetto atteso da migliaia di famiglie di ‘desaparecidos’ solo pochi giorni dopo, adducendo presunti vizi di forma, fra le lacrime dei sopravvissuti.

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