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Controverse leggi anti-jihadisti, ma per la società civile sono un passo indietro

    di  .  Scritto  il  18 Agosto 2015  alle  6:00.

Nuove e controverse leggi anti-terrorismo sono state approvate in Egitto per fronteggiare i gruppi armati jihadisti. Le leggi approvate dal capo dello Stato ed ex capo di Stato maggiore, Abdul Fattah al-Sisi, prevedono la creazione di speciali tribunali e forniscono una copertura legale per militari e poliziotti che fanno uso della forza. Stabiliscono inoltre la pena di morte per chiunque sia ritenuto responsabile di aver creato o guidato un gruppo terroristico.egittosisi

Le leggi introdotte ieri sono state criticate da una parte della società civile che teme siano utilizzate per ridurre diritti e margini di libera espressione. Esse prevedono inoltre: processi rapidi atrraverso tribunali speciali con pene a partire da 10 anni per la semplice appartenenza a un gruppo considerato terroristico; pena di morte o ergastolo per chi finanzia gruppi terroristici; pene da cinque a sette anni per chi usa internet per diffondere messaggi di terrore e violenza; sanzioni e multe salate per i giornalisti (in una prima versione erano previsti due anni di carcere) che contraddicono i resoconti ufficiali su attacchi terroristici.

L’Egitto sta attraversando un periodo politico complesso che negli ultimi quattro anni ha visto avvicendamenti al potere, pronunciamenti militari, sollevazioni popolari e una situazione di sicurezza critica nel Sinai; dopo il suo arrivo al potere, Sisi ha decretato lo scioglimento dei Fratelli musulmani. A questo bisogna aggiungere il conflitto in corso in Libia che ha ripercussioni dirette e indirette sull’Egitto.

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