Socialize

Ecuador: dopo anni gli indigeni tornano in piazza contro il governo

    di  .  Scritto  il  20 Agosto 2015  alle  6:00.

Dopo anni di relativa calma sociale, l’Ecuador è tornato ad agitarsi con strade e piazze bloccate dalle proteste delle organizzazioni indigene contro il presidente Rafael Correa, che in una settimana hanno prodotto quasi un centinaio di feriti e decine di arresti. È tornata a farsi sentire la Confederación de Nacionalidades Indígenas del Ecuador (Conaie), la principale organizzazione indigena che si oppone a Correa, un tempo ‘amico’, capace di far tremare e cadere più di un governo con le sue mobilitazioni di massa.Ecuadorproteste

La posta in gioco è alta: se Correa non annullerà una serie di iniziative di legge che per i nativi ledono i loro diritti all’istruzione, l’acqua, la terra, “la mobilitazione continuerà e sarà tutti i giorni”. A minacciarlo è stato Carlos Pérez, dirigente di Ecuarunari, gruppo che riunisce gli indigeni Quechua: “Il sollevamento proseguirà, già siamo in piedi e non torneremo a sederci. Se serve, riposeremo un po’ per tornare più forti di prima”.

Ma la voce degli indigeni non è isolata e converge con quella di sindacati e oppositori di destra nell’esigere che sia archiviata la modifica alla Costituzione che il Congresso (dominato dal governo) dovrebbe approvare a dicembre e che consentirebbe a Correa di correre per un nuovo mandato nel 2017. Erano anni che il governo non veniva massicciamente messo in questione, una circostanza oggi favorita anche dal difficile panorama economico che affronta il paese con il crollo del prezzo del petrolio e il calo della competitività delle altre esportazioni ecuadoriane a causa della svalutazione del dollaro, moneta corrente nel paese andino.

→  Stampa articolo (o crea PDF)
→  Condividi o invia per e-mail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *