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Ferrovie, il futuro passa per le grandi città

    di  .  Scritto  il  5 Ottobre 2015  alle  6:00.

Ci sono pochi dubbi. Il futuro della mobilità nelle grandi metropoli africane passa per i sistemi di trasporto ferroviario urbano. L’Africa in pochi decenni raddoppierà la propria popolazione e contemporaneamente aumenterà il tasso di urbanizzazione. Due fenomeni registrati anche in altre aree del mondo ma mai con la rapidità con cui si stanno verificando in Africa. Secondo i dati delle Nazioni Unite, se nel 2010 l’Africa aveva 51 città con più di un milione di abitanti e una sola (Il Cairo) con oltre 10 milioni, nel 2040 (ovvero tra 25 anni) le città con oltre un milione di abitanti saranno 100 e ben 7 saranno quelle che conteranno oltre 10 milioni di persone.sudafricatreno

Basta mettere piede in una qualsiasi delle capitali o delle grandi città del continente per rendersi conto di come la tendenza all’aumento della popolazione urbana stia già creando gravi problemi di viabilità. Tranne rare eccezioni, i sistemi di trasporto pubblico sono rimasti fermi agli anni ’60 e ’70. Il vuoto è stato colmato negli anni dai microbus privati o dai servizi di taxi e mototaxi, creando una situazione che di anno in anno si fa insostenibile, affiancata alla mancanza di rinnovamento delle infrastrutture stradali.

Non è un caso quindi che sempre più governi africani stiano ponendo grande attenzione o progettando sistemi ferroviari urbani leggeri, metropolitane o tramvie. E’ il caso della Nigeria o dell’Etiopia, della Costa d’Avorio e del Sudafrica. Ma nei prossimi 10 anni, questo trend si espanderà ad almeno un’altra quindicina di importanti città e capitali a sud del Sahara.

La difficoltà di rimettere mano, con piani urbanistici degni di questo nome, a città che ogni giorno crescono e si espandono in maniera spontanea (accogliendo in agglomerati informali le popolazioni che svuotano le campagne in cerca di un lavoro in città) ha spinto molti governi africani ad avviare progetti di creazione di città satellite nelle immediate vicinanze delle capitali e dei centri urbani principali. Tuttavia, dove questa soluzione è già stata avviata, come a Kilamba, 30 km a sud-ovest di Luanda, ci si ritrova bloccati in estenuanti file e nei ben noti serpentoni di macchine che accompagnano ogni giorno gli spostamenti dei pendolari della nuova città.

Ecco allora che efficienti sistemi di collegamento urbani e suburbani permetterebbero di collegare i punti nevralgici delle capitali con le città satellite o con i nuovi centri del business o i distretti industriali messi in cantiere.

 

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