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Siria: Turchia e Nato contro la Russia, ma per Mosca è ormai questione nazionale

    di  .  Scritto  il  6 Ottobre 2015  alle  7:12.

La Turchia ha richiamato per la seconda volta l’ambasciatore russo dopo che per la seconda volta caccia russi operativi in Siria hanno violato lo spazio aereo turco. Questa è almeno la versione di Ankara che dà in ogni caso l’idea di cosa sia diventata nel frattempo la Siria: un teatro di combattimento e di confronto internazionale con qualche richiamo a quella che fu la guerra fredda.siriarussia

Il primo intervento della Russia al di fuori dei confini della vecchia Unione Sovietica (da quando questa non esiste più) è diventata per Mosca una causa quasi nazionale e per rendersene conto basta dare un’occhiata anche ai media russi.

I leader occidentali accusano la Russia di attaccare più che le posizioni dell’Isis i ribelli filooccidentali e anti-Assad; sostengono anzi che i raid stiano rafforzando l’Isis. Accusa che presata il fianco a osservazioni dello stesso tipo che la Russia ha già fatto sui raid statunitensi in corso da oltre un anno ma risultati inefficaci.

Ad alzare i toni contro la Russia è stata ovviamente la Nato, alleanza di cui fa parte la Turchia; in una nota i 28 paesi membri della Nato hanno avvertito la Russia “dell’estremo pericolo di tale irresponsabile comportamento” e hanno invitato Mosca a “cedere e desistere”.

Di certo c’è un dato evidente evidenziato anche da un portavoce Onu: tanti, troppi paesi sono ora coinvolti nel conflitto in Siria, con agende diverse, alleanza diverse; un fatto che rende la Siria ancora più a rischio e che ha segnato il destino della popolazione civile, costretta a fuggire a milioni.

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