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Turchia: bombe contro i curdi ad Ankara, storia di un popolo che non si rassegna

    di  .  Scritto  il  11 Ottobre 2015  alle  6:00.

Due esplosioni ieri hanno interrotto una marcia pacifica organizzata da Ankara da partiti di opposizione e attivisti curdi. In attesa di rivendicazioni e ricostruzioni, appare evidente come la Turchia si trovi in un momento difficile della propria storia anche a causa della vicina crisi in Siria che la vede indirettamente coinvolta.turchiacurdi

Il conflitto in Siria ha di fatto aperto un buco nero che ha visto i turchi prendere posizioni non sempre limpide, ma sicuramente contrarie alla possibilità della formazione di un’entità indipendente curda ai suoi confini orientali.

La Turchia ha all’interno del suo territorio una percentuale molto alta della popolazione di etnia curda: ufficialmente circa il 15% della popolazione lo è, ma secondo altre stime questa percentuale sarebbe molto più alta, forse tra il 25 e il 30%.

Tra i paesi della regione, la Turchia è quello che insieme all’Iraq conta la percentuale più alta di curdi rispetto alla popolazione. In Iraq, dopo gli anni di Saddam Hussein, le regioni curde del nord sono di fatto autonome e sono riuscite a contrastare in maniera efficace i tentativi di espansione dell’Isis. In Turchia i curdi sono presenti sul piano politico con un proprio partito, ma fanno anche riferimento al Pkk, bandito dal governo.

La lotta armata tra Pkk ed esercito ha causato migliaia di vittime negli anni e l’ultimo cessate-il-fuoco è crollato lo scorso luglio.

Per i curdi, popolazione culturalmente e linguisticamente vicina agli iraniani, il sogno di uno Stato sovrano e indipendente non è mai venuto meno. Ma in questa fase della storia, ancora una volta come nel passato, sono diventati elemento strumentalizzabile per fini diversi.

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